Ferrovie dello Stato, semestre in rosso per 200 milioni. I ricavi salgono a quota 8,9 miliardi
Il nuovo corso del gruppo Ferrovie dello Stato parte dall’approvazione dei conti di metà anno con un rosso di 200 milioni di euro. La semestrale approvata nelle ultime ore certifica la crescita dei ricavi a 8,9 miliardi di euro (+678 milioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) e una riduzione dell’ebitda che risulta negativo per 86 milioni, un andamento che finisce per pesare sull’ultima riga dei conti con, come detto, una perdita di 200 milioni.
L’ordine di grandezza è quasi identico ai 208 milioni persi nel bilancio 2024, il primo esercizio sotto la guida dell’ex amministratore delegato Stefano Donnarumma, uscito da Fs nelle settimane scorse. Così, in una specie di «riparti dal via» di un famoso gioco in scatola la nuova gestione, affidata per il prossimo triennio all’attuale amministratore delegato Gianpiero Strisciuglio, inizia con i conti in perdita.
A connotare l’attività dell’ultimo semestre sul fronte economico sono state, soprattutto, le operazioni di acquisto del ramo ferroviario di Pizzarotti e del gruppo Firema, oltre che la delibera per l’emissione di nuovi bond per un importo complessivo fino a 5,8 miliardi di euro.
Sul versante operativo la prima metà dell’anno è stata funestata dalla tragedia spagnola di Adamuz, dove lo scorso gennaio un treno della controllata Iryo è stato coinvolto in un incidente che ha provocato 46 vittime, ma a complicare l’attività del gruppo Fs è stata anche la fase conclusiva delle opere del Pnrr con migliaia di cantieri giornalieri aperti lungo la rete ferroviaria. Un contesto che ha generato disagi e ritardi per i passeggeri.
Da ultimo c’è stato lo scossone al vertice, che lo scorso 30 giugno ha portato alle dimissioni di Donnarumma, un anno prima del termine del mandato. Uno scossone innescato dal governo e risoltosi nell’azzeramento del vecchio consiglio di amministrazione e la successiva nomina del nuovo board dove la guida è affidata a Strisciuglio. Un manager presente in Fs dal 200e che conosce bene l’azienda e che da marzo del 2025 ricopriva la carica di amministratore delegato della controllata Trenitalia.
A lui toccherà il compito di avviare un nuovo corso, individuando i nuovi ad di Rfi, Fs Logistix e Trenitalia e disegnando la nuova squadra di vertice che già comincia a delinearsi con la scelta di Fabiana Lungarotti nel ruolo di cfo e la nomina di Giuseppe Inchingolo a vice direttore generale corporate.
31 lug 2026 | 18:15