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Google, sulla scia della maximulta Ue già arrivate richieste di risarcimento danni per 10 miliardi

· Business

Il decennale giro di vite sulle pratiche commerciali di Google in Europa entra in una nuova e costosissima fase. Secondo quanto riporta Reuters, la maximulta da 890 milioni di euro, la prima inflitta ai sensi del nuovo Digital Markets Act,dell'Unione europea, per aver favorito i propri servizi, ha aperto le porte a un'ondata di cause civili intentate da aziende rivali più piccole. Le richieste di risarcimento danni arrivate in meno di una settimana - la decisione è stata pubblicata giovedì - ammontano complessivamente a circa 10 miliardi di dollari.

A muovere le fila delle class action e dei contenziosi ci sono nomi noti del mercato europeo come il sito di comparazione britannico Kelkoo, la svedese PriceRunner e l'italiana Moltiply Group (società che gestisce Trovaprezzi.it), che da sola chiede a Big G ben 2,97 miliardi di euro. Secondo gli avvocati e le società di finanziamento dei contenziosi, come LitFin, la recente decisione dell'Unione Europea in base al Dma fornisce prove inconfutabili che Google continui ad attuare pratiche di «auto-referenziazione» a discapito dei concorrenti, rafforzando così le basi per nuove cause.

La Commissione europea con la sanzione ha di fatto riconosciuto Google responsabile di due distinte violazioni delle regole imposte ai cosiddetti gatekeeper, le piattaforme considerate così dominanti da poter influenzare l'accesso ai mercati digitali. Nel dettaglio, Bruxelles ha inflitto una sanzione da 460 milioni di euro per il cosiddetto self-preferencing, ossia l'aver favorito i propri servizi nei risultati del motore di ricerca Google Search, e una seconda multa da 430 milioni per aver limitato la possibilità per gli sviluppatori di indirizzare gli utenti verso canali di acquisto alternativi al Google Play Store, pratica nota come steering. E ora i concorrenti penalizzati si stanno facendo avanti per chiedere un risarcimento danni.

Da parte sua, Google ha respinto al mittente le accuse dichiarandole «prive di fondamento», sostenendo che i concorrenti stiano semplicemente cercando un ritorno economico senza innovare. La nuova ondata di richieste di risarcimento arriva in un momento delicato per Alphabet (società madre di Google), già costretta a fare i conti con ingenti spese per l'intelligenza artificiale e con uno storico di multe europee che nell'ultimo decennio ha superato i 10 miliardi di euro.

29 lug 2026 | 08:40