Il ritorno di Alberto Nagel, ex ceo di Mediobanca: far fare buoni investimenti (industriali) alle grandi famiglie
Sta lavorando su quattro-cinque dossier che potrebbero portare a incardinare altrettante operazioni di taglia grande. Tra famiglie di industriali, società quotate e fondi di private equity internazionali. Alberto Nagel è al lavoro nella sua nuova vita di banker in proprio attraverso la boutique milanese Rheingold Partners a Milano, sede (provvisoria) in via Fatebenefratelli. Ha scelto come fonte di ispirazione per il nuovo brand il nome «L’oro del Reno», il primo dramma della tetralogia «L’anello del Nibelungo» di Richard Wagner. Perché dovrà muoversi nella finanza e nel suo «oro» ma anche nella «misteriosa» sala del Valhalla, che è poi metafora dell’m&a e dei personaggi che lo animano. Ma il nome internazionale si deve anche al fatto che la boutique appena inaugurata parte immediatamente con l’idea di giocare su un territorio internazionale.
Per 18 anni amministratore delegato di Mediobanca, dove ha lavorato per tre decenni, Nagel si occuperà di deal making, ovvero di creare opportunità d’affari, l’ambito che rappresentava circa un terzo della sua ex attività in Piazzetta Cuccia, forse la più divertente. Lo farà per imprenditori, anche alla ricerca di investitori e capitali — non solo guardando a dinastie italiane ma anche a quelle tedesche e spagnole — fondi di private equity, ceo di grandi aziende e consigli di amministrazione di imprese quotate. La convinzione di Nagel è che ci sia ampio spazio sul mercato per una boutique specializzata in operazioni strutturate e complesse. Giocando anche in squadra con i servizi delle grandi banche, focalizzate su capitali e prestiti.
«Il rapido consolidamento del contesto bancario europeo lascia ampi spazi per servizi di indipendent financial advisory, basati su oltre 30 anni di esperienza e 500 miliardi di operazioni concluse», sottolinea il banchiere che intende portare «fantasia» e valore aggiunto alle imprese che, per esempio, hanno in agenda l’espansione all’estero. Di imprenditori ne conosce tanti, a partire da tutti quelli con cui ha fatto network in Mediobanca: i Doris, Monge, Seragnoli (Coesia), Gavio, Ferrero, per citare alcuni nomi che sono stati anche nell’ex Accordo di consultazione di Piazzetta Cuccia ma che soprattutto per la banca hanno svolto il ruolo di sponda per affari.
Il settore chiave sarà l’industria, con la moda, il packaging e le utility. Mediobanca sotto la guida di Nagel ha d’altronde accompagnato Eni in operazioni straordinarie, l’acquisizione di Endesa da parte di Enel e la nascita di Hera. In Piazzetta Cuccia ha portato in Borsa gruppi come Ferragamo, Cucinelli e Moncler. Poi ha seguito Edizione nella partnership con Blackstone.
Con la sua Rheingold si occuperà anche di realtà finanziarie, banche e assicurazioni. A distanza segue l’attuale risiko che in questo momento vede Intesa Sanpaolo impegnata nell’Opas sul Monte dei Paschi, operazione che aprirà poi a quella di Unipol su una porzione di Siena. Sullo sfondo c’è anche l’attesa di una risposta all’offerta dell’istituto guidato da Carlo Messina da parte di Mps-Banco Bpm. All’Opas del Monte su Mediobanca, e quindi alla perdita dell‘indipendenza dell’istituto, Nagel un anno fa si era opposto fortemente proponendo invece di creare il secondo polo nazionale del risparmio attraverso Banca Generali. Oggi guarda alle mosse di Delfin guidata da Francesco Milleri e del gruppo di Francesco Gaetano Caltagirone — maggiori azionisti di Siena ed ex soci di Piazzetta Cuccia — che, se l’operazione andrà a buon fine, potrebbero consegnare le loro azioni del Monte a Intesa Sanpaolo diventandone azionisti però con quote piccole. In materia bancaria Nagel può contare sull’esperienza passata quando ha assistito l’operazione Intesa Sanpaolo su Ubi, fino a quella su Bper-Pop Sondrio.
Gli occhi del banker sono puntati anche all’estero, tra Francia e Gran Bretagna dove Nagel aveva portato anche Mediobanca con le acquisizioni di Messier & associés e Cairn Capital. Farà tutto da solo nella sua nuova veste di super consulente? Per ora questo è lo schema che attiverà attraverso la sua rete di relazioni. Anche se l’attesa è per l’ingresso anche di partner.