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La febbre dei chip contagia la Cina: il produttore Cxmt sale del 466% al debutto in Borsa (e minaccia Samsung)

· Business

La febbre dei semiconduttori contagia la Cina. Il produttore di chip di memoria Cxmt ha guadagnato il 466% nella sua seduta di debutto alla Borsa di Shanghai. La sua capitalizzazione ha toccato i 547 miliardi di dollari, superando il colosso Tencent e diventando la prima azienda per valore in Cina. 

Cxmt fabbrica chip di memoria, un componente  che serve a immagazzinare, gestire e trasferire velocemente grandi quantità di dati. Sul mercato da  anni e sino a qualche mese fa relativamente economici, negli ultimi tempi questi semiconduttori sono diventati pressoché introvabili. Il boom dell’intelligenza artificiale ne ha fatto esplodere la domanda e, di conseguenza, i prezzi e i tempi di consegna. 

Le aziende produttrici di questo tipo di chip sono del resto poche. Samsung e Sk Hynix, i due colossi sudcoreani, e l’americana Micron sono pressoché monopolisti nel settore e, non a caso, hanno visto i prezzi delle loro azioni schizzare in Borsa a livelli mai visti. Il debutto di Cxmt a Shanghai potrebbe però rappresentare una sfida: benché attualmente più piccolo dei rivali, il gruppo cinese ha raccolto oltre 8 miliardi di dollari per espandere la propria capacità produttiva che, secondo gli analisti di Semianalysis, potrebbe arrivare a 350 mila wafer di silicio al mese entro fine 2026 per poi salire a 500 mila nel 2028.

Cxmt potrebbe peraltro non essere la sola azienda cinese pronta a buttarsi sul mercato. Anche Ymtc, un altro produttore di chip di memoria sta lavorando alla quotazione in Borsa per raccogliere fondi utili a finanziare i progetti di crescita. Qualche esperto inizia così a paventare il rischio che i maxi-profitti registrati da Samsung, Sk Hynix e Micron finiscano per attrarre molte aziende concorrenti nel settore. Forse troppe, finendo per deprimere i prezzi dei chip d memoria e, di riflesso, i titoli dei loro produttori.

D’altro lato, è possibile che Samsung, Sk Hynix e Micron da un lato, Cxmt e Ymtc finiscano per rivolgersi a due mercati diversi. La filiera industriale dell’intelligenza artificiale va infatti dividendosi in due blocchi. Chi serve il mercato statunitense come Samsung, Sk Hynix e Micron incontra crescenti limitazioni a servire anche quello cinese. E viceversa. Non a caso, per le future generazioni di dispositivi destinati al mercato cinese, Apple sta testando proprio i chip di Cmxt che hanno anche il vantaggio di essere più economici. Ed è proprio sul costo che potrebbe giocarsi la battaglia fra le aziende cinesi e quelle del resto del mondo per conquistare i Paesi non allineati al blocco statunitense o cinese.

27 luglio 2026, 12:58 - Aggiornata il 27 luglio 2026 , 13:04