La proposta dell’American Chamber of Commerce in Italy: Milano capitale globale della governance etica dell’Ai
Candidare la città di Milano come hub dell’Onu per la governance e l’etica dell’intelligenza artificiale. È questa la proposta dell’American Chamber of Commerce in Italy - organizzazione non profit affiliata alla United States Chamber of Commerce -, che intende avviare un dialogo con il governo italiano, la Regione Lombardia e il Comune di Milano per far sì che il capoluogo lombardo si candidi a ospitare una futura piattaforma o organismo a mandato Onu dedicato all’ideazione, allo sviluppo e alla gestione di tutti quei principi che regoleranno l’intelligenza artificiale a livello globale. Si tratta della prima proposta a livello globale. «Lanciamo per primi un'idea, che magari verrà accolta e seguita da qualcuno, ma che pone l'Italia su un piano differente rispetto agli altri Paesi», ha detto Simone Crolla, managing director dell’American Chamber of Commerce in Italy.
Al momento è solamente un’idea, che si basa su tre considerazioni. La prima è che le grandi trasformazioni globali, economiche, tecnologiche e politiche, hanno sempre portato alla creazione di organismi internazionali che ponessero le basi e le regole per un presente e un futuro che fosse il più pacifico possibile: pensiamo, a livello economico, alla creazione della Agenzia internazionale per l’energia atomica, all’Agenzia internazionale dell’energia, o all’Organizzazione mondiale del commercio. La seconda considerazione è che la comunità internazionale si sta orientando verso la costituzione di un’infrastruttura istituzionale permanente capace di accompagnare lo sviluppo dell’Ai con strumenti di cooperazione multilaterale, valutazione scientifica indipendente e coordinamento tra governi, settore privato e comunità di ricerca: in questo senso, l’Onu ha creato nel 2023 l’High-level Advisory Body on Artificial Intelligence, composto da 39 esperti, che ha elaborato il rapporto Governing Ai for Humanity e delineato i principali elementi di una futura architettura globale della governance dell’Ai.
La terza considerazione è il ruolo di Milano, la cui candidatura secondo l’American Chamber of Commerce in Italy si poggia su un insieme di elementi che difficilmente trovano analoga combinazione in altri contesti europei: un ecosistema economico e scientifico di rilevanza internazionale, un’elevata concentrazione di università, centri di ricerca e imprese tecnologiche. E ospitare a Milano un eventuale hub Onu per la governance etica dell’intelligenza artificiale rappresenterebbe un potente catalizzatore di investimenti industriali, come già successo a Francoforte per la vigilanza bancaria europea, ad Amsterdam per l’Agenzia europea per i medicinali e a Ginevra per le principali agenzie delle Nazioni unite dedicate alla sanità e ai diritti umani. «Non dobbiamo fare l'errore di iper-regolamentazione che rischierebbe di tagliare fuori l'Italia e l'Ue dal mercato, ma ovviamente l'Ai va regolamentata
La strada verso un’eventuale candidatura non è priva di ostacoli, a partire dalla convergenza di interessi tra le varie istituzioni. «Nel report Onu non c'è scritto che deve nascere un'agenzia, un hub, un ufficio, ma è un po' sottinteso e per noi Milano e l’Italia possono giocare un ruolo cruciale in questa partita - ha spiegato Crolla -. Le tempistiche dipenderanno prima di tutto dall’eventuale volontà del governo di presentare la candidatura italiana, poi ci sono tutta una serie di interlocuzioni con vari attori». Il primo passo sarebbe l’istituzione di una cabina di regia nazionale, promossa dal governo italiano e coordinata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con il c0involgimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dei ministeri competenti, della Regione Lombardia, del Comune di Milano e di tutti gli stakeholder potenzialmente coinvolti, tra mondo imprenditoriale e accademico. Successivamente, l’Italia dovrebbe predisporre un «Host City Proposal», inserire la candidatura nei principali canali di cooperazione già attivi sulla governance dell’Ai, dialogare costantemente con l’Onu, coinvolgere l’Unione europea, il G7, l’Ocse e l’Unesco per costruire consenso internazionale intorno alla proposta.
27 lug 2026 | 16:20