Lo spazio come laboratorio di sostenibilità: la terza puntata del podcast di «Odissea Terra»
L’orbita bassa è intasata da satelliti e il duello spaziale tra Jeff Bezos ed Elon Musk non fa che peggiorare la situazione. Space X vuole spedire in orbita fino a un milione di satelliti, mentre Blue Origin ha presentato un piano per lanciarne 51.600. Questa invasione rischia di trasformare lo spazio in una discarica. La sostenibilità in orbita sta quindi diventando un tema sempre più strategico.
In questa terza tappa del viaggio del podcast di Odissea Terra, che ha come protagonisti i «visionari», parleremo di come lo Spazio possa insegnarci a utilizzare le risorse al meglio e diventare una palestra di circolarità. Ma anche dei rischi di una corsa spaziale senza regole, dominata da colossi privati.
Alessandro D’Avenia ci invita a riflettere sul senso profondo della parola sostenibilità. Mentre Mario Calderini e Amalia Ercoli Finzi pongono l’accento su quanto la sostenibilità della vita sulla Terra e quella dello Spazio siano legate tra loro.
L’economista Kenneth Boulding paragonava la Terra a una navicella spaziale, con una disponibilità di risorse limitata. Boulding nel 1966 scriveva che non si poteva continuare a vivere sulla Terra secondo l’“economia del cowboy”, basata sullo sfruttamento illimitato delle risorse, e che l’economia del futuro doveva somigliare a quella dell’astronauta. Nello spazio nulla va buttato e nulla può andare disperso perché serve per la sopravvivenza. E questo ci insegna a gestire meglio le risorse che abbiamo a disposizione, come ci ricorda il professor Calderini.
Con Stefano Antonetti di D-Orbit, cerchiamo di capire in che modo la circolarità possa applicarsi all’economia spaziale.
24 settembre 2026, 09:15 - Aggiornata il 24 settembre 2026 , 09:17