Potrebbe parlare torinese, in un prossimo futuro, ‘Villa Mussolini’ a Riccione. La residenza estiva del Duce che ospitò per anni il capo del Fascismo e la sua famiglia in riva all’Adriatico – all’asta dallo scorso ottobre – potrebbe indossare una livrea sabauda: la Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, che ha acquisito l’immobile nel 1997, sta valutando tre offerte d’acquisto, quella del Comune di Riccione, che gestisce la villa da una ventina d’anni e che avrebbe offerto 1,2 milioni; quella della ‘David2‘ di Torino, che fa riferimento all’ex deputato del Msi Massimo Massano, con 2 milioni e 300mila euro e quella di ‘Piada Riccionese‘ che avrebbe avanzato una cifra pari a 700.000 euro.
Cifre tutte da confermare ma che – valesse solo un mero criterio economico – porrebbero la realtà piemontese in prima fila nella corsa all’acquisto che la Fondazione bancaria non pare avere troppa fretta di chiudere. L’ente aveva fissato la scadenza per la decisione al 30 gennaio ma oggi ha invitato i tre soggetti in campo a pazientare ancora quattro mesi e a “procrastinare al 30 maggio 2026, con adesione entro sette giorni, la vincolatività delle rispettive offerte”. Questo, precisa la stessa Fondazione in una nota, “anche in considerazione della mancata precisazione di alcuni elementi contrattuali”.
La società piemontese, come aveva svelato nei giorni scorsi un lungo articolo della rivista ‘Finestre sull’arte’, accompagnerebbe l’offerta economica con un progetto culturale: ospitare nella villa la collezione futurista e modernista di Elena e Massimo Massano, con opere di Umberto Boccioni e artisti romagnoli. Un richiamo all’epoca in cui l’edificio divenne noto come casa di villeggiatura della famiglia Mussolini negli anni Trenta. Massano è un imprenditore e collezionista d’arte, ex parlamentare del Msi e fondatore del quotidiano torinese ‘Cronacaqui’. La testata, secondo quanto raccolto, avrebbe legami con la ‘David2’, il cui amministratore unico è Walter Altea: i due collaborarono alla fine degli anni Novanta per la rinascita della rivista ‘Il Borghese’.
Tace il comune di Riccione. Lo scorso 22 dicembre, alla formalizzazione della candidatura, la sindaca, Daniela Angelini, si era limitata ad osservare che “con questo atto facciamo una scelta di responsabilità verso la storia e il futuro di Riccione. Villa Mussolini non è solo un edificio di pregio ma un pezzo della nostra identità che abbiamo il dovere di proteggere e valorizzare”.
Costruita nel 1893 come ‘Villa Margherita’, la casa fu acquistata nel 1934 da Rachele Mussolini. Alla caduta del Fascismo la villa divenne di proprietà dello Stato. Dal 1966 al 1983 ospitò un ristorante e dopo anni di abbandono, nel 1997, passò alla Fondazione Carim tramite Riminicultura.
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