Italiano

Raoul Bova ad Atreju con Arianna Meloni: “Umiliato e lasciato solo dopo la diffusione degli audio”

Panel: “Non con la mia faccia”. Deep fake, web reputation e odio social ad Atreju. Ospite sul palco: Raoul Bova. Con lui Arianna Meloni, sorella della premier e responsabile della segreteria politica di FdI. La sala è piena. In prima fila la madre della presidente del Consiglio, Anna Paratore, seduta accanto a Chiara Colosimo, presidente della commissione Antimafia.

Prende la parola l’attore ripercorrendo la vicenda che lo ha visto protagonista questa estate, dopo la diffusione di alcuni suoi audio privati: “Quello che ha pagato sono stato io, ho pagato con l’uccisione pubblica, con una persona che mi ha sbeffeggiato, umiliato, è diventato tutto virale. Tutti sapevano di questa parola famosa, ‘occhi spaccanti’, parola che è andata più in voga di qualsiasi altra cosa, più della guerra, più dei massacri. Questa è stata l’Italia che mi ha massacrato. Io sono stato lasciato solo”.

Continua Bova nel suo intervento: “Nel giro di un giorno è cambiata molto la percezione della vita e della realtà. Sono entrato in dubbio anche sulla percezione di me stesso. Mi pento dei miei errori, ma una persona singola, che aveva degli audio privati e delle chat, ha pensato di usarli a scopo di lucro, diffamando e dimenticando che cosa andava a fare. Cercando di accrescere la sua popolarità e uccidendo una persona pubblicamente”. Ancora. “Hanno tentato di chiedermi dei soldi – continua l’attore – in cambio di queste chat. Sono stati giorni di ricatto, di continue telefonate. Ma io non potevo cedere a questo ricatto. E non l’ho accettato”. Dopo gli applausi della platea, Bova conclude: “Quello che ho pagato sono stato io, e mi rende triste. Ho pagato con l’uccisione pubblica il fatto di aver deciso di non accettare un ricatto”. “Io mi sono sentito solo”.

Arianna Meloni ringrazia “chi ha partecipato per il coraggio di raccontare la sue esperienza personale” rivolgendosi agli attori Raoul Bova e Fabio Ferrari e alla giornalista Francesca Barra che hanno raccontato sul palco le loro esperienze. E poi prende la parola: “Io faccio politica da trent’anni, non sono mai andata su una pagina a insultare un personaggio politico che la pensa diversamente da me. Non mi è mai capitato, forse mi è capitato di rispondere qualche volta a qualche insulto davvero molto violento su mia sorella” Giorgia, “poi ho smesso di fare anche quello. Adesso mi difendo, non leggo, non guardo ma sicuramente non vado nelle bacheche degli altri ad insultarli – dice la responsabile della segreteria politica di Fratelli d’Italia – Grazie anche a questo governo è stata approvata la legge 132, dove è previsto anche il reato di deepfake per chi mette in rete questi video ed è punibile da 1 a 5 anni. Quindi, la legge c’è, bisogna fare molto di più, con l’educazione digitale bisogna cercare di raggiungere un po’ tutti, perché solo quando conosci poi la macchina che puoi riuscire a difenderti. Bisogna educare le fasce deboli, i minori, gli anziani, le donne che sono drammaticamente più colpite da questi video. E serve spiegare soprattutto che il cyberspazio non dimentica. Io penso che dobbiamo avere la consapevolezza dello strumento, lo dobbiamo governare noi. Quindi, formazione, consapevolezza, informazione e un approccio etico – continua Arianna Meloni – Noi siamo la culla della spiritualità e noi oggi dobbiamo difendere l’uomo. È l’etica che deve dare i confini di questo nuovo mondo delle tecnologie”. Infine, Arianna Meloni assicura “una battaglia in Europa” e conclude con una citazione di Papa Francesco: “Di fronte ai prodigi delle macchine che sembrano saper scegliere, dobbiamo avere bene chiaro che all’essere umano deve rimanere la decisione”.