Apple volta pagina. L’era Tim Cook si chiude e il timone passa, da settembre, a John Ternus. A lui l’uomo che ha ereditato la società direttamente da Steve Jobs dice: “sii te stesso. Mantieni una salda stella polare sui valori dell’azienda perché se lo fai, alla fine, tornei sempre sulla strada giusta”. Un messaggio che ricalca quanto il visionario Jobs aveva detto a Cook 15 anni fa: “non chiederti cosa farei, fai la cosa giusta”.
Parole che per Ternus assumono un sapore particolare. Nella sue mani c’è la Apple del futuro, quella che dovrà fare i conti con l’intelligenza artificiale, nella quale Cupertino è molto indietro rispetto alle rivali. Il 50enne ingegnerie hardware, con alle spalle 25 anni in Apple, ha il proprio stampo su alcune delle maggiori scommesse di Cupertino dell’ultimo decennio e ora dovrà dimostrare di poter adattare la società all’IA. Un test che mostrerà che tipo di leader è: se seguirà le orme del più prevedibile Cook, o se sarà più come Jobs, che ha creato e gettato le basi del successo di Apple con scommesse audaci e prodotti visionari.
Il successo di Cook, che ha portato Apple dal valere 350 milioni a 4 miliardi di dollari, potrebbe spingerlo a seguire la strada già tracciata. Ma Ternus – riferisce chi lo conosce – ha già spinto Apple negli anni a sperimentare nuovi prodotti, anche se non tutti di successo, e questo potrebbero renderlo più simile a uno Steve Jobs pronto ad assumersi rischi. La sua formazione da ingegnere hardware lo distingue sia da Jobs star del marketing che da Cook, genio nell’eccellenza operativa.
“La società raggiungerà nuove vette sotto la leadership di Ternus”, ha detto Cook ai dipendenti. La sua scelta piace a molti all’interno di Apple perché Ternus è un uomo di Cupertino, che conosce la cultura della società. Il nuovo amministratore delegato è anche considerato il miglior candidato all’interno di Apple: ha 50 anni – la stessa età di quando Cook ha preso il posto di Jobs – e questo lo rende abbastanza giovane da traghettare Cupertino in un nuova era rispetto ai rivali, tutti più vicini all’età pensionabile.
Ternus è approdato in Apple nel 2001 dopo una laurea in ingegneria meccanica presso la University of Pennsylvania. I suoi primi 15 anni nella società sono stati relativamente nell’ombra. Il grande salto è stato nel 2017, quando ha esordito alla conferenza annuale degli sviluppatori. Fra le sfide che si troverà ad affrontare nel suo nuovo ruolo non c’è solo l’intelligenza artificiale ma anche il lancio di un prodotto veramente nuovo per l’universo Apple. Dovrà inoltre dimostrarsi di essere un buon ‘ambasciatore’ come Cook nel navigare il braccio di ferro fra Stati Uniti e Cina e Donald Trump. Cook è riuscito a instaurare un rapporto con Washington e a conquistare il presidente. “Sono un grande fan di Cook. Neanche Steve Jobs avrebbe ottenuto i suoi risultati. E’ una persona incredibile”, ha detto Trump, noto per essere avaro di complimenti.
Cook è stato parte attiva nelle celebrazioni per i 50 anni della Mela morsicata, fondata l’1 aprile 1976, che sono culminate con un concerto di Paul McCartney nella sede di Cupertino.
Tim Cook era subentrato a Steve Jobs come amministratore delegato il 24 agosto 2011. Il co-fondatore della società è poi morto il 5 ottobre dello stesso anno.
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