“Ciò che la destra ha imposto a colpi di maggioranza, negando ogni possibilità di confronto con le opposizioni, non è una riforma della giustizia, è il tentativo di delegittimare e assoggettare la magistratura al governo per concentrare sempre più potere e indebolire la nostra democrazia”, dice la segretaria del Pd Elly Schlein commentando la separazione delle carriere ieri approvata al Senato in seconda lettura.
“Questa – aggiunge – è l’ossessione di una destra che pensa di essere al di sopra della legge. È uno schema già visto nell’Ungheria di Orban o negli Usa di Trump: dopo aver occupato l’informazione, creato nuovi reati per sopprimere il dissenso, ora vogliono riscrivere la Costituzione minandone gli equilibri fondamentali. Noi la difenderemo”.
Con la riforma della giustizia da parte della destra, continua Schlein, “continua la ricerca di un nemico al giorno da parte di Giorgia Meloni per coprire la mancanza di risposte su salari bassi e bollette più care d’Europa. Scelgono la magistratura come bersaglio – continua – mentre non mettono un euro in più per far funzionare in modo più efficiente la macchina della giustizia e renderla più equa e veloce, a partire dalla piena stabilizzazione necessaria dei lavoratori assunti col Pnrr, che rischiano di essere lasciati a casa dal 2026 e svuotare di nuovo gli uffici giudiziari”.
Interviene anche Matteo Renzi, presidente di Italia viva: “A Meloni non importa una legge fatta bene ma la ‘bandierina’ da piantare, come con i dazi – dice a ‘Start’ su Sky Tg24 spiegando le ragioni dell’astensione, ieri al Senato, sul decreto costituzionale che introduce la separazione delle carriere. “Sono entusiasta sostenitore della separazione, sono proprio convinto del principio”, chiarisce Renzi esternando tuttavia dubbi su come la separazione è stata realizzata, “per me non in modo giusto. Per questo, ha concluso, ci siamo astenuti”. Alla critiche replica Nordio: “Renzi è una persona di grande intelligenza che fa di tutto per nasconderla e ci vuole molta buona volontà”.
