«È stato struggente», sospira Elly Schlein, reduce dalla messa in ricordo delle giovani vittime della strage di Crans-Montana. «Un momento importante per stare a fianco delle famiglie colpite da un lutto terribile e far loro sapere che noi continueremo a fare la nostra parte per chiedere giustizia e verità su quanto accaduto», promette la segretaria del Pd prima di rituffarsi nelle questioni interne. Iniziando dalle «omissioni e le falsificazioni» della premier alla conferenza stampa di inizio anno.
Quali omissioni?
«È incredibile come in tre ore di risposte ai giornalisti Giorgia Meloni non sia riuscita a dire una sola parola sulla questione sociale, sulle maggiori preoccupazioni degli italiani che sono la sanità pubblica e il caro vita. Niente sulla scuola. Ha fatto un lungo elenco di “faremo” che sembra arrivata ieri. Eppure prometteva di abolire le accise e le ha aumentate. Di ridurre l’età pensionabile e l’ha allungata. Di ridurre le tasse e sono al massimo da dieci anni. Davanti a una tale incoerenza toccherà a noi costruire un’Italia più giusta».
Ha anche rivendicato il record di occupazione, non è incontestabile?
«No perché lei i dati li manipola, usa solo quelli che le piacciono. L’Istat segnala una crescita degli inattivi mai vista, persone che nemmeno lo cercano più il lavoro perché hanno perso la speranza. L’aumento dell’occupazione riguarda principalmente gli over 50 e non i giovani, che scappano dall’Italia. Anche per via di un’altra questione enorme, i bassi salari, che il governo rifiuta di affrontare».
Meloni però dice che il potere d’acquisto è salito e dal 2023 i salari sono tornati a correre, dunque i dati da voi contestati sono vecchi, riferiti al 2021. Qual è la verità?
«Mente, e lo sanno bene quegli italiani a cui oggi i soldi non bastano più nemmeno per fare la spesa. I dati Istat dicono che negli ultimi 4 anni — è questo il confronto riferito al 2021 — i salari reali sono scesi di 9 punti percentuali, mentre i prodotti alimentari, cioè il costo del carrello, è aumentato in media del 25%. Meloni dovrebbe smetterla di litigare con la calcolatrice. Per molte famiglie significa lasciare sugli scaffali i beni di prima necessità, non il superfluo. Essere costrette a scegliere se pagare le bollette o l’affitto. Per questo le opposizioni avevano proposto una legge sul salario minimo, che la maggioranza ha avviato su un binario morto. Ma noi continueremo a insistere perché aumentare gli stipendi ha a che fare con il rilancio dei consumi e quindi con la crescita. Ricordiamo che il governo spagnolo, che in questi anni è cresciuto al ritmo del 3% l’anno, ha alzato del 50% il salario minimo, fa una seria politica industriale, ha speso presto e bene i fondi del Pnrr ed è intervenuto sul prezzo dell’energia. Mentre loro non hanno fatto nulla».
Ne è sicura? Meloni ha rivendicato diversi interventi per calmierare il prezzo dell’energia.
«Solo piccole toppe, bisogna scollegare il prezzo dell’energia da quello del gas. Su energia e casa l’assenza di iniziativa del governo è clamorosa. Ed è assurdo che per non intaccare gli extra profitti dei colossi energetici, a iniziare da Enel che è una partecipata pubblica, le famiglie e le imprese italiane siano obbligate a pagare le bollette più care d’Europa. Innescando una grave perdita di competitività del nostro sistema produttivo. Se hai un costo dell’energia tre volte più alto dei tuoi competitor tedeschi o spagnoli è ovvio che fai fatica. È quel che ci raccontano tutti gli imprenditori. Un elemento che oltretutto disincentiva gli investimenti nel nostro paese».
La premier sostiene pure di aver ridotto le tasse e che la pressione fiscale dipende dalle entrate.
«Il suo tasso di mistificazione ha superato il livello di guardia. È scritto nei documenti ufficiali del governo che la pressione fiscale è salita al 42,8%, questo sì un record, non era mai stata così alta dal 2015. La pressione fiscale misura il rapporto tra le imposte e il pil, se crescono le entrate per via di una maggiore occupazione aumenta anche il pil. Invece loro hanno alzato le accise, le assicurazioni auto, introdotto la tassa sui pacchi extra-Ue, e potrei continuare».
Meloni smentisce anche di aver allungato l’età pensionabile e anzi di aver limitato l’automatismo.
«Le pensioni sono il simbolo più evidente del tradimento delle loro promesse elettorali. Ci sono video in cui, quando era all’opposizione, Meloni contestava il meccanismo automatico dell’allungamento dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita. Aveva detto che l’avrebbe cancellato. Oggi ha ammesso di non averlo fatto e di averle allungate. Idem, ma al contrario, su Opzione donna: aveva garantito che l’avrebbe migliorata e invece l’ha distrutta».
Capitolo magistrati: li ha accusati di vanificare tutti gli sforzi sulla sicurezza. È uno scaricabarile?
«È l’ennesimo attacco deliberato contro i giudici, una costante che utilizzeranno nella campagna referendaria. Ma pure l’ammissione di un fallimento proprio su uno dei loro cavalli di battaglia. Nordio ha già spiegato che questa riforma non incide sul funzionamento della giustizia per i cittadini né accelera i processi. E Meloni stessa ha chiarito a cosa serve attaccando la Corte dei conti: al governo che, siccome ha vinto le elezioni, si considera al di sopra della legge e dei controlli. Anche su come usa i soldi degli italiani. Vogliono solo assoggettare i magistrati».
Ma la rivendicata stabilità dell’esecutivo e della maggioranza non rende l’Italia più credibile?
«Una favoletta usata per coprire le spaccature nel governo. Mezz’ora dopo l’approvazione del Mercosur, la Lega è uscita per dire che non voterà la ratifica in Parlamento. Sono molto divisi su tutto: dalla politica estera alla manovra. Il tentativo di raccontarsi che vanno d’amore e d’accordo non è più credibile».
Su Trump ha però detto forse per la prima volta di non essere sempre d’accordo. Non è apprezzabile?
«Di fronte alle incredibili dichiarazioni del presidente Usa sull’area artica, bastava dire poche cose chiare, che non ho sentito: la Groenlandia non si tocca e nemmeno l’integrità territoriale della Danimarca. Altre cancellerie sono state più nette nei confronti di chi calpesta diritto internazionale e sicurezza Ue, che è anche italiana. Invece Meloni cosa ha fatto?».
Cosa ha fatto?
«È stata ben attenta a non infastidire Trump. Sappiamo che la relazione transatlantica è fondamentale, ma ci si può stare in modo diverso, non subalterno. Non minimizzando gli effetti dei dazi su un paese votato all’export come il nostro; non accettando di togliere le tasse alle multinazionali Usa, né dichiarando legittima la violazione del diritto internazionale. Ha detto che la pace si fa con la forza ma per noi si fa con dialogo e diplomazia altrimenti vale solo la legge del più forte. Come sui dazi: si è dipinta come pontiera, ma non mi pare che l’Italia sia stata esclusa, anzi, siamo noi a rischiare di pagarli più di tutti. E anche su questo oggi nemmeno una parola».
