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Sinner batte Cerundolo e la fatica a Parigi: “Ma devo alzare il livello”

È stanco. Lo ammette anche lui. «Non sono proprio fresco-fresco». Ha giocato forse la peggiore partita della stagione: sicuramente, nel primo set. Invece sostiene: «Ottima prestazione». Punti di vista. Su una cosa, sono tutti d’accordo: «Ho bisogno di recuperare fisicamente. È la mia priorità. Spero di dormire bene». Nei quarti di finale dovrà tenere gli occhi bene aperti, perché – Alcaraz a parte – non c’era peggiore avversario da incontrare: l’appuntamento, non prima delle 19 sul centrale parigino, è col tennista più in forma e determinato del momento. Uno che non fa mistero di detestare – cordialmente – i tennisti italiani («Ma amo i rigatoni con ragù»), e che ha appena travolto Rublev con 15 ace (una battuta su 3) e il 74% di prime palle, un 79% vincenti che sale addirittura a 87% sulle seconde. Ben Shelton. Un martello così, gli americani non lo schieravano dai tempi di Roddick. Grande e grosso: voleva diventare un quarterback del football americano, sa giocare bene anche a basket. Ha interpretato alla perfezione lo strano indoor della Défense, così veloce e lento al tempo stesso.

Un altro Sinner contro Shelton

Sinner avrà bisogno di tutto il suo proverbiale talento nella risposta, per venirne a capo e costringerlo agli scambi. «Un avversario molto difficile. Con lui, devi essere sempre al 100%. Spero di arrivarci», si augura il ragazzo dai capelli rossi. L’ultima volta si sono incrociati a Wimbledon a luglio, il bombardiere Usa aveva subìto una lezione memorabile, e non era neppure la prima volta (6-1 i precedenti per Jannik, che è di un anno più vecchio). Però Ben – mancino numero 7 Atp, già qualificato per le Atp Finals di Torino – negli ultimi tempi è notevolmente cresciuto.

La partita contro Cerundolo

Soprattutto, sta bene fisicamente. Cosa che forse non si può dire di Sinner: anche stasera, ma gli succede sempre quando sbaglia qualche colpo, con l’argentino Cerundolo ha accennato una leggera zoppìa, oppure un inizio di crampi. Gli era già successo con Bergs, per non parlare del drammatico ritiro di Shangai. Eppure, dopo Londra accanto a lui c’è di nuovo Umberto Ferrara, il preparatore – allontanato per un po’ dopo il pasticcio Clostebol – che ieri lo incitava dal box: «Forza, toro!». Sinner era reduce da un primo set vinto (7-5) in maniera quasi svogliata, apparentemente privo di energie, subendo due break consecutivi. Nella seconda frazione ha in parte ritrovato il passo, la forza, la serenità, chiudendo (6-1) come sa fare lui. Può bastare, Jannik? «Sono felice di come ho finito l’incontro: negli ultimi giochi mi sono sentito molto meglio, e questo mi dà fiducia per il prossimo match». Non è al massimo, e questo fa venire qualche preoccupazione rispetto al prossimo appuntamento di Torino. «Cerco di gestire la situazione. Ora tutto il focus va sul recupero. Dovremo essere il più freschi possibile».

Sonego fuori

Mentre si fa sempre più complicata la corsa per la Atp Finals di Musetti, insidiato da Auger-Aliassime, vale la pena applaudire quel guerriero di Lorenzo Sonego: è uscito al terzo set con Medvedev al termine di un match in cui meritava di più.