Torino – In tribuna, ad applaudire Jannik, c’è anche Massimiliano Allegri. L’altro giorno sono andati insieme a pranzo, al vicino Circolo della Stampa. Avranno parlato del loro Milan, potete scommetterci. Non di vittorie “a corto muso”, perché a Sinner piace vincere per distacco. Come ieri sera: per la terza volta in 17 giorni ha battuto un ormai esasperato Zverev, che quando si è visto annullare un’altra palla break (alla fine saranno 7) e sempre dal micidiale servizio dell’azzurro, ha fatto il gesto di mangiarsi la racchetta, cominciando dal manico. Sascha è il numero 3 del mondo: ma di questi tempi vorrebbe scomparire, quando anche per caso incrocia il ragazzo dai capelli rossi. A un certo punto se l’è presa pure con un cartellone luminoso che lampeggiava a intermittenza, la verità è che Jannik per lui sta diventando ingiocabile. Palle corte, ace, dritti lungolinea in accelerazione, rovesci incrociati a 150 kmh: Sinner ha chiuso la pratica in 2 set (6-4, 6-3), un’ora e 37 minuti, si è già qualificato per le semifinali delle Atp Finals. Primo del girone dedicato a Björn Borg, con un turno d’anticipo: domani alle 14.30 incontra il bombardiere americano Shelton, che era venuto a Torino con tante ambizioni ma ieri ha perso anche da Auger-Aliassime ed è fuori.
Sinner: “Musetti è stato più spettacolare”
Al termine del match Jannik quasi si scusa, teme di non avere regalato abbastanza spettacolo: «Forse non è stato lo stesso livello che avete visto con Lorenzo», dice al microfono. Innamorato, il pubblico risponde con un coro calcistico. Applausi. Sorride. Sono 28 partite consecutive che vince sull’indoor. La finale con Alcaraz, domenica alle 18, sembra già scritta: ma stasera lo spagnolo affronta proprio lui, “quel” Lorenzo, l’infinito Musetti, il solo che può cambiare il destino delle Atp Finals. «È stata una partita molto difficile, nel primo set ho servito bene nei punti importanti», racconta Sinner. «Io e Zverev ci conosciamo bene, nel secondo abbiamo cambiato un po’ la tattica. Lui ha giocato un buon tennis, mi è bastato un break per set».
I progressi sul servizio
Non a caso ha chiuso la partita con un servizio vincente, confermando gli straordinari progressi fatti in questo fondamentale dall’amara sconfitta con Carlitos, a New York: 12 ace, nessun doppio fallo, il 71% di prime palle con l’83% di vincenti. «Dietro questi numeri c’è tanto lavoro: e la fiducia, che in questo sport è importante. Ho giocato bene molte partite nell’ultimo periodo, sono efficace nei punti che contano. Voglio andare avanti, ma anche essere perfetto tatticamente con tutti i miei avversari».
Un cuoricino per Laila
Disegna un cuoricino sulla lente della telecamera a fondo campo: è per Laila Hasanovic, la fidanzata che in questi giorni lo aspetta pazientemente al termine di allenamenti sempre più intensi. Ringrazia il pubblico, che lo saluta dalle tribune dedicandogli mille cartelli: «sindaco», «magico», «santo». Jannik è sereno. Felice.
