L’ammazzasette? Quasi, ma senza millanterie da soldataccio spaccone. Gli ucraini hanno diffuso un video in cui una singola batteria Skynex distrugge sei droni Shahed-Geran, uno dietro l’altro. Dall’inizio dell’invasione a novembre 2025 la Russia ha scagliato ben 112 mila velivoli senza pilota di questo tipo, 19 dei quali lo scorso settembre sono penetrati in Polonia e altri in Romania e Moldavia. Sono ordigni a basso costo ed elevate prestazioni: volano per quasi duemila chilometri, compiono manovre per ingannare le difese e oggi colpiscono i bersagli con cento chili di esplosivo ad alto potenziale. Quasi sempre si accaniscono contro le città.
La sorpresa di un’arma efficace
Il numero fornito dal generale Oleksandr Syrsky, il comandante in capo delle forze di Kiev, testimonia la lotta quotidiana che avviene nei cieli del Paese. Pochi apparati occidentali si sono dimostrati efficaci nel bloccare i droni, e quasi tutti ci riescono con costi enormi. La sorpresa per gli ucraini è un’arma contraerea prodotta alla periferia di Roma: il sistema Skynex costruito da Rheinmetall Italia. Che sta conquistando la fama di scudo più flessibile ed economico per fronteggiare la nuova minaccia. L’Olanda li ha ordinati la scorsa settimana in quantità massiccia con una spesa di oltre tre miliardi e lo stesso hanno fatto Germania, Danimarca, Austria, Ungheria, Romania e Qatar, che l’ha usato per proteggere i Mondiali di calcio del 2022.
L’esercito italiano ha preso in consegna la prima batteria
Il nostro esercito ha preso in consegna una prima batteria venerdì, con una cerimonia alla presenza del capo di Stato maggiore Carmine Masiello: il mattone d’inizio del muro antidrone nazionale. L’impiego in Ucraina è quello che fa da volano alle vendite. Kiev ne ha ricevute quattro batterie a partire dal gennaio 2024, realizzate in Italia con fondi del governo tedesco. Ciascuna dispone di un radar e controlla quattro cannoni a tiro rapido da 35 millimetri: i proiettili di ogni raffica vengono sincronizzati in modo da creare in aria un muro di schegge, che frantuma droni e missili da crociera. Ogni torretta copre un raggio di 3500 metri: il fuoco incrociato del complesso riesce a fare schermo a una zona industriale o a un centro abitato. Una batteria costa circa 90 milioni di euro ed eppure viene considerata vantaggiosa rispetto agli altri apparati contraerei: bastano sette-dieci proiettili – sparati in meno di un secondo – per abbattere le bombe volanti. La spesa è di poche migliaia di euro mentre i piccoli missili terra-aria portatili come lo Stinger vengono da 120mila euro in su e quelli dei caccia F16 e Sukhoi hanno un prezzo superiore al milione.
La barriera di schegge ha intercettato un missile ipersonico
L’esperienza acquisita dai tecnici del Comando Occidentale dell’aviazione ucraine – che si occupa soprattutto di proteggere gli insediamenti più delicati come fabbriche militari e centrali elettriche – ha permesso di coordinare gli Skynex con i radar di avvistamento, portando a un risultato straordinario: la barriera di schegge ha intercettato un missile ipersonico russo Kinzhal. Si tratta dell’ordigno più sofisticato dell’arsenale di Mosca, con una velocità che oscilla tra 3 e 5mila chilometri l’ora. Nella fase finale dell’attacco, però, il Kinzhal ha una capacità di manovrare limitata: il computer dello Skynex ha calcolato la traiettoria dell’arma ipersonica e una raffica l’ha letteralmente fatta a pezzi. Le batterie sono trasportate a bordo di camion e vengono trasferite in continuazione: stando alle indiscrezioni, i russi avrebbero tentato più volte di eliminarle con raid mirati. Per questo Kiev ha chiesto agli alleati europei la nuova versione dello Skynex: la stessa torretta installata sullo scafo di un vecchio tank Leopard 1. Un semovente chiamato Skyrange che aumenta mobilità e protezione, idoneo anche ad operare a ridosso della linea del fronte. L’amministratore delegato di Rheinmetall, Armin Papperger, ha annunciato che il primo esemplare dello Skyrange arriverà in Ucraina questi giorni.
La nuova versione dello Skynex arriverà in Ucraina in questi giorni
E’ stato costruito nella fabbrica alle porte di Roma e finanziato con la confisca degli interessi sui fondi russi sequestrati dall’Unione europea. Contrariamente al passato, non è stato rivelato quale Paese della Ue abbia gestito il contratto. Secondo le fonti ucraine, la fornitura ha un valore di oltre 120 milioni di euro sufficienti a procurare una decina di semoventi.I risultati ottenuti sul campo di battaglia stanno spingendo le commesse. Lo Stato maggiore della Difesa, guidato dal generale Luciano Portolano, ha varato un programma da 289 milioni, e vuole integrare la torretta sui nuovi cingolati da combattimento Lynx progettati dalla joint venture Leonardo-Rheinmetall per la protezione ravvicinata delle brigate corazzate. Anche altre aziende, in particolare la turca Aselsan e la polacca Pit-Radwar, stanno investendo sulla stessa tecnologia munizioni a scoppio programmato, chiamate airburst: molti analisti cominciano a convincersi che la soluzione più pratica per “il muro anti-droni” evocato dalla Commissione europea possano essere proprio questa generazione di armi.
