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Sorrentino, ‘quanta nostalgia per i politici di una volta’

“Che nostalgia i politici di una volta! Quelli che interpretavano la politica come una sorta di vocazione piuttosto che come un’occasione, cosa che mi sembra essere il sentimento prevalente oggi. Il mio rapporto con la politica? È abbastanza in crisi come capita a molti della mia generazione”. Lo ha detto Paolo Sorrentino oggi a Roma per presentare il suo ultimo film, ‘La grazia’, insieme a Toni Servillo, Anna Ferzetti e Miriam Mariglia, che sarà in sala dal 15 gennaio con PiperFilm. Che ne pensa del successo di ‘Buen Camino’ di Zalone? “Sono felice come sto, non sarei neanche in grado di gestire un successo così ampio. Io preferisco giocare più sottotono”. Nel film di scena un immaginario Presidente della Repubblica, Mariano De Santis (Servillo, Coppa Volpi a Venezia dove il film era in concorso), vedovo, cattolico che vive al Quirinale con la figlia Dorotea (Ferzetti), giurista come lui. È ormai a fine mandato e deve decidere su due delicate richieste di grazia, entrambe legate all’eutanasia. Dentro il suo cuore c’è però sempre il grande amore per la moglie scomparsa otto anni prima a cui si aggiunge un dubbio che non gli dà pace. Comunque ci tiene a dire il premio Oscar Sorrentino: “Il film non è ispirato a Sergio Mattarella. Se si pensa bene – aggiunge -, anche Scalfaro aveva una figlia e la formazione giuridica come l’essere cattolici sono una costante di molti presidenti della Repubblica, insomma Mariano De Santis è una figura del tutto indipendente da qualsiasi riferimento reale”. E ancora sulla politica, su una frase ricorrente del presidente De Santis, ovvero “ho bisogno di un ulteriore tempo di riflessione”, dice il regista: “L’estrema risolutezza con la quale si prendono adesso le decisioni politiche lascia molti dubbi, tant’è che spesso si assiste poi a smentite del giorno dopo”. “Ho ricevuto questa sceneggiatura prima di girare ‘Parthenope’ ed ero rimasto subito molto impressionato dalla particolare psicologia del mio personaggio – dice invece Servillo al settimo film con Sorrentino -. Un uomo che nella sua interiorità intreccia continuamente un dialogo tra tempo, memoria e responsabilità soggettiva. Ora che questo tipo di elaborazione psicologica appartenga a un capo dello Stato mi è subito sembrata un’idea così originale e anche così efficace per moltiplicare gli interrogativi che il film pone”. Perché proprio Servillo per interpretare il presidente De Santis? “Quello che mi ha sempre stupito nella recitazione di Toni e che si trova raramente negli attori – risponde Sorrentino – è un concetto che non saprei definire, ma ha a che fare con la potenza. Una cosa che hanno pochissimi attori, non solo in Italia ma nel mondo”. E Servillo replica: “Paolo è uno sceneggiatore straordinario e questa ovviamente per un attore è una prateria in cui potersi muovere con grande entusiasmo”. Dice infine Anna Ferzetti che veste i panni di Dorotea De Santis: “C’è sicuramente un rapporto tra padre e figlia molto particolare in questo film. Sono due persone in qualche modo simili che hanno una modalità tutta loro di parlarsi e dirsi ti amo, parlando di legge”. Infine da lei un invito ai politici ad andare a vedere La grazia: “Spero vadano in molti e che riflettano”.

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