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Apre Casa Manteco, storia e più export per i tessuti sostenibili

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Il made in Italy fa storia. È a Prato che Manteco ha aperto Casa Manteco, un ambiente pensato per offrire una lettura più strutturata della storia e dell’identità dell’azienda. Non un museo in senso tradizionale, ma un luogo che raccoglie materiali, archivi e strumenti produttivi per restituire, in modo ordinato, l’evoluzione di una realtà che opera nel distretto tessile dal 1943. L’idea è di aprire l’azienda a clienti e visitatori. «Abbiamo sempre mostrato con orgoglio vecchie fotografie, libri, filmati», ricorda il presidente Franco Mantellassi. «A un certo punto abbiamo sentito l’esigenza di creare uno spazio immersivo capace di raccontare in modo più organico la nostra realtà». Da qui la scelta di un luogo che fosse, prima di tutto, accessibile e leggibile, più che celebrativo.

Il nome «Casa» rimanda a un concetto che l’azienda rivendica come parte della propria cultura interna. «Casa evoca ospitalità e appartenenza. L’azienda non è mai stata solo un luogo di produzione, ma uno spazio di relazioni umane e di comunità», afferma il presidente. Il progetto, curato dallo studio FormaFantasma, è concepito come un sistema aperto che organizza materiali e processi senza seguire un percorso obbligato. Casa Manteco guarda anche al futuro. «Vogliamo tramandare la cultura del saper fare», conclude Mantellassi. «Non si tratta solo di competenze tecniche, ma di un modo di vivere il lavoro con responsabilità e rispetto per ciò che si realizza». Un’impostazione che punta a dare continuità a un patrimonio industriale costruito nel tempo. Lo spazio è visitabile su appuntamento.