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È corsa all'IA che agisce da sola, ma gli agenti sfuggono ancora al controllo

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Dall'intelligenza artificiale che risponde alle domande degli utenti a quella che agisce da sola, senza comandi continui. È l'IA "agentica", la nuova era dei software che, installati sui computer e dispositivi mobili, portano a compimento le operazioni dopo un input iniziale, magari lavorando di notte, quando le persone dormono o non sono al pc. Meta sarebbe pronta, nonostante i grattacapi negli Usa derivanti dal processo in corso sull'influenza dei social del colosso sui giovani e adolescenti, a tuffarsi in questo nuovo mercato, da molti considerato il futuro dell'IA per i consumatori.
    Stando al sito specializzato The Information, il gigante guidato da Mark Zuckerberg potrebbe svelare già in settimana "Hatch", una nuova piattaforma di agenti di intelligenza artificiale. La risposta alle soluzioni di Anthropic, Google, Microsoft e OpenAI. Il programma di Meta prevederebbe anche la presentazione, attesa per il mese di ottobre, del nuovo modello di IA dal nome in codice "Watermelon" e, a seguire, la possibilità di chattare su WhatsApp non solo con Meta AI, disponibile oggi solo in alcuni Paesi, ma anche con altri chatbot concorrenti, anticipando eventuali richieste di apertura da parte degli organi internazionali, in primis l'Unione Europea.
    L'ingresso di Zuckerberg nel mondo degli agenti di IA segue la rapida diffusione di piattaforme pioniere come OpenClaw, precedentemente nota come Moltbot o Clawdbot. L'interesse si è acceso a inizio anno, quando OpenClaw è diventato disponibile al download globale, non senza dubbi di privacy. Per usare lo strumento infatti, gli utenti devono concedere l'accesso alle informazioni conservate sul computer, anche il calendario e le email, con possibili rischi di sicurezza, derivanti dall'autonomia data all'applicazione. Per questo, l'Unione Europea è ben vigile sul tema.
    "Queste piattaforme non operano in uno spazio libero da regole, ma vincolate dal calendario europeo" dice all'ANSA Valentina Grazia Sapuppo, Law & Technical Expert, "ed è proprio qui che il Digital Omnibus sull'IA ha preso posizione per tempo: mentre altre scadenze dell'AI Act slittano, gli obblighi di trasparenza per i sistemi che interagiscono con le persone e generano contenuti si applicano già dal 2 agosto 2026". A luglio, un software basato su OpenClaw avrebbe violato gli accessi informatici di una palestra in Australia, cancellando gli appuntamenti a favore dell'utente che lo aveva impostato per prenotare una lezione, quando disponibile. Poco prima, in primavera, un agente si era preso il diritto di cancellare parti del database della compagnia per la quale "lavorava", PocketOs, bloccandone le operazioni.
    Secondo un recente report di Akamai, azienda di cybersecurity e cloud computing, il proliferare di agenti IA sta innalzando il rischio di frodi informatiche. Gli hacker tentano infatti di prendere il controllo degli assistenti digitali per rubare informazioni sensibili, soprattutto quelli che operano su siti di e-commerce, con accesso ai sistemi di pagamento degli utenti.
    Una volta hackerati, gli agenti possono svelare sui navigatori più di quanto si creda. Non a caso, nel corso degli ultimi mesi, più volte i big del settore hanno messo in pausa i loro aggiornamenti di intelligenza artificiale agentica più avanzata, in modo particolare quelli dedicati alla sicurezza informatica, con l'ammissione di essere andati troppo oltre, con il rischio che i software agiscano talmente in autonomia da non notificare più gli essere umani di ciò che fanno o risultare troppo veloci per un controllo manuale. "L'assenza di confini chiari sull'autonomia dei software apre complessi interrogativi sul piano legale", chiude Sapuppo, "in particolare sull'attribuzione delle responsabilità per errori, violazioni della privacy o transazioni non autorizzate. Per i colossi tecnologici, garantire una supervisione umana verificabile e tracciabile non è più soltanto una misura di sicurezza tecnica; diventa la condizione per governare la responsabilità delle azioni che questi software compiono senza un comando umano diretto".

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