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Davide Lippi racconta la malattia: «Da un anno mi è cambiata la vita. Ho vinto una battaglia ma non la guerra»

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Un calice alzato per celebrare la vita e la fine di un tunnel. Si intitola «Brindoooo» il video che Davide Lippi, 50 anni ad agosto e noto procuratore e imprenditore – nonché figlio dell’ex c.t. Marcello —, ha voluto pubblicare per dire grazie a chi gli è rimasto accanto nei mesi più duri. «A un anno circa da quando ho avuto dei problemi personali – confida direttamente da Ibiza, dove si trova in questi giorni – ho sentito il bisogno di ringraziare tutti coloro che mi sono stati a fianco e sono davvero tanti. Oltre, naturalmente, alla mia famiglia che mi ha permesso di superare le difficoltà, che come ho potuto scoprire sulla mia pelle arrivano improvvisamente, quando meno te lo aspetti. E allora, solo se hai la fortuna di essere circondato da persone che ti aiutano ad affrontare in un certo modo le difficoltà, riesci a guardare avanti».

Naturalmente non si può abbassare la guardia: «Anche perché, per adesso, è stata vinta una battaglia, ma non la guerra. Fino a quando non trascorreranno i tempi necessari bisogna rimanere sempre con i piedi ben saldi a terra. Però, il fatto di avere al mio fianco le persone più care che ti fanno sentire il loro amore e ti danno la forza necessaria, sono senza dubbio importanti per affrontare certi percorsi, che fino a quando non ti ritrovi coinvolto in prima persona, non potevi realmente conoscere». Oggi Davide Lippi appare in pace con se stesso: «Guardo alla vita con tutt’altra prospettiva, ed è per questo motivo che a un anno da quando è cambiata la mia, ho voluto dire grazie a chi è stato con me, e ha condiviso questo percorso».

In questo cammino di rinascita c'è stata anche una scoperta benefica, quella delle due ruote: «Fisicamente mi sento bene e percorro anche diversi chilometri in sella alla bici, perché mi fa stare meglio – ha continuato –. È un modo anche per fare del movimento e stare all’aria aperta, dove ti puoi misurare con le tue forze e capire come reagisce il tuo corpo. E devo ammettere che in questa fase sembra avere imbucato la strada giusta».

Nel montaggio video compaiono scatti in compagnia della compagna, della figlia, del padre, della madre, degli amici e di diversi volti noti dello sport che gli hanno offerto un supporto fondamentale. Frammenti di stanze d’ospedale si alternano a viaggi, abbracci e smorfie divertite, il tutto accompagnato da un motivetto sudamericano scandito da applausi, un inno all’ottimismo per il domani. Un metodo immediato e genuino per riassumere 12 mesi complessi, evoluti positivamente anche grazie all’assistenza del personale sanitario: «È stato un anno pazzesco pieno di tutto, che mi ha insegnato tantissimo sulla vita e ho capito che senza il vostro Amore non avrei vinto questa battaglia, sì perché la guerra ancora sarà lunga ma con voi al mio fianco tutto sarà sempre possibile», ha concluso.

1 nov 2026 | 07:46