Emporio Armani, l'ultima collezione disegnata in famiglia
E' tutta dedicata ai segni lasciati dal tempo, con i cristalli di sale che si depositano sulle giacche e cambiano aspetto ai tessuti, l'ultima collezione Emporio Armani firmata dalla famiglia Armani, con la proposta per lei disegnata da Silvana Armani e quella per lui creata da Leo Dell'Orco, braccio destro e storico compagno del fondatore della maison. "C'è un ciclo che si chiude da un certo punto di vista, ma ce n'è anche un altro - ha sottolineato Dell'Orco - che si apre, molto più interessante" A un anno dalla scomparsa di re Giorgio, l'azienda da lui fondata ha infatti chiamato per la prima volta uno stilista esterno a disegnare la linea nata nel 1981 per raccontare il mondo giovanile, diventata nel tempo un guardaroba in movimento tra maschile e femminile, formale e informale. E' dello scorso 16 settembre, infatti, la nomina di Dario Vitale, cresciuto in Miu Miu e poi Chief creative officer di Versace fino alla fine dell'anno scorso, a direttore creativo dell'Emporio e degli accessori.
Subito dopo l'annuncio dell'arrivo di Vitale, la maison ha scelto di trasformare la sfilata inizialmente prevista per stasera in una presentazione, nel teatro di via Bergognone. Ma quello di Dell'Orco e Silvana Armani non è un addio: "continueremo a firmare sempre anche noi" ha sottolineato Leo Dell'Orco, ricordando che domenica alla Milano Fashion Week sarà il turno della sfilata della prima linea, la Giorgio Armani, che continua a essere disegnata da entrambi, con lei responsabile della linea donna e lui dell'uomo.
Per la loro ultima collezione Emporio, hanno chiamato lo scorrere del tempo a dare nuovi significati alle silhouette fluide, alle giacche esatte, al tailoring liquido tipici del brand. Un tempo minerale fatto di cristalli di sale, che conserva e corrode, decora e consuma: acidature e tinture a freddo rendono il colore irregolare; il lino riproduce a trompe-l'oeil le superfici di capi usurati; il seersucker si svuota e accartoccia; il velluto laserato si screzia; le organze sovrappongono trasparenze e riflessi. Un guardaroba fluido declinato in lino, jersey, seta e viscosa, che porta il segno della memoria, tra giacche percorse da lembi e nodi, pantaloni vaporosi, maglie che richiamano l'intimo, tocchi di lurex e superfici acquatiche. Se il tempo cambia le cose, così i codici cambiano con esso: tailoring e trasparenza, giacche e piccoli gilet, ampi pantaloni e top essenziali sono tutti pensati per passare dal maschile al femminile e viceversa.
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