Fendi, una moda libera ed energica come Raffaella Carrà / LA SFILATA
Tornare a vivere la moda in modo libero e istintivo, come facevano Raffaella Carrà e Adriano Celentano, che "non si facevano vestire, ma decidevano loro come vestirsi e performare": è l'invito lanciato da Maria Grazia Chiuri con la seconda collezione firmata per Fendi, che ha sfilato a Milano su una passerella incorniciata da superfici specchianti che riflettevano l'immagine del pubblico.
Un set moltiplicatore di corpi direttamente ispirato all'esibizione della Carrà e del Molleggiato "Prisencolinensinainciusol", andata in onda nel varietà Rai 'Milleluci' del 1974.
"Alcuni ragazzi del mio team nemmeno conoscevano la Carrà e Celentano, ma vedendo la loro esibizione - racconta la direttrice creativa alla guida della maison romana dove ha mosso i primi passi della sua carriera - si sono galvanizzati: oggi le nuove generazioni vivono la moda in modo meno libero di quando ho iniziato a farla io, sentono il giudizio degli altri e mi dispiace perché oggi c'è poco corpo, vanno meno anche in discoteca, dove un tempo eri libero".
Liberare il corpo è anche "riportare l'energia di quando abbiamo iniziato a lavorare nella moda e la passione - sottolinea la ex firma di Dior - per questo mestiere, che un tempo era meno mainstream e pressato dal giudizio". Per tornare a quello spirito, Chiuri si è ispirata a due icone come Celentano e la Carrà, "sexy e familiari al tempo stesso", cui ha idealmente dedicato la poesia di E.E. Cummings "i like my body when it is with your" che fa da invito allo show, con presenze come Monica Bellucci e Jovanotti. Una riflessione intorno alla sensualità da cui è nata la collezione per la prossima primavera estate, che parte dall'intimo, con reggiseni di pizzo e calzoncini di satin con ricami, sottovesti scivolate e vestaglie, in un dialogo continuo tra maschile e femminile. Come in passerella per un effetto di specchi si mescolano i corpi, così si mescolano gli abiti, in sovrapposizioni continue, con la stola di pelliccia sul bra, il collarino-gioiello sull'abito fluido, la bandana con cristalli su tutto, il top ginnico con la gonna di pizzo, il tubino maculato e il gilet ricamato a motivi passamaneria, il top frangia e i pantaloni, la giacca da camera e le scarpe gioiello, il cappotto-camicia gessato e il trench-cappa di lui.
Una moda che sfida le convenzioni, come facevano Raffaella Carrà e Adriano Celentano e come ha fatto anche Maria Grazia Chiuri: "forse ho sfidato la convenzione del sistema in quanto direttore creativo di un'azienda di moda e da Dior - conclude, ricordando la svolta femminista impressa alla storica maison francese - l'ho fatto ancora di più".
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