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I contenziosi in banca? Record sulle truffe on line

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Phishing, vishing, smishing, spoofing. Nel 2025 i truffatori che hanno attentato a conti correnti, carte di credito, bonifici e credenziali bancarie si sono sempre più specializzati e i contenziosi per attacchi fraudolenti sono cresciuti del 21% e ormai rappresentano il 37% di quelli gestiti dall’Arbitro bancario e finanziario (Abf). I truffatori sono riusciti a catturare via mail credenziali di accesso ai servizi bancari online (phishing) o tramite telefonate (vishing) o sms (smishing) fino a fingersi impiegati di banca per ottenere gli accessi (spoofing). I clienti truffati hanno chiesto un rimborso ai propri istituti di credito e non ottenendolo hanno deciso di rivolgersi all’Arbitro.

Un fenomeno in crescita che l’Abf, organismo nato sotto l’egida della Banca d’Italia e giunto al 16mo anno di attività, registra nella Relazione annuale sull’attività svolta nel 2025, anno nel quale i ricorsi totali degli utenti all’Arbitro sono stati 13.518, in calo del 3% rispetto al 2024 ma in aumento quelli legati agli attacchi fraudolenti di conti, carte, assegni, bonifici, sebbene, «restino molto contenuti rispetto al totale dei pagamenti elettronici», sottolinea la Relazione.

In generale l’Arbitro ha dato ragione (totale o parziale) ai ricorrenti nel 56% dei casi corrispondendo già quasi 8 milioni di euro (su 11 totali) in rimborsi alla clientela. Ma nel 44% dei casi le richieste sono state respinte perché «infondate, non provate o inammissibili per il mancato rispetto delle regole della procedura». Sono cresciuti del 26% i ricorsi collegati ad un uso fraudolento dei conti correnti (operazioni non autorizzate, chiusura o blocco dei conti). In aumento del 21% anche i ricorsi per servizi e strumenti di pagamento (carte di credito, bancomat, bonifici, assegni, cambiali) e in particolare sono cresciuti del 63% quelli collegati ai bonifici bancari.

In calo invece i ricorsi legati alle controversie seriali, in particolare quelle legate alle estinzioni anticipate dei finanziamenti contro la cessione del quinto. Centro, Sud e Isole registrano il numero più alto di ricorsi in Italia e le prime tre regioni per ricorsi per abitante si sono riconfermate Lazio, Calabria e Campania. Il dato, si legge nella Relazione «è coerente con la maggiore litigiosità delle regioni del Mezzogiorno». Nel 2025, i reclami agli intermediari sono aumentati del 6%. Il ricorso all’Arbitro può essere fatto dai clienti in caso di contenziosi con banche ed altri intermediari e società finanziarie iscritti negli albi ed elenchi di vigilanza tenuti dalla Banca d’Italia (tutte le informazioni su www.arbitrobancariofinanziario.it).