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La Juventus batte 2-0 il Nizza in amichevole, gol di Douglas Luiz e Oboavwoduo

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TORINO Con un gran gol in avvio di Douglas Luiz, uno sempre in bilico tra talento e svogliatezza (ieri, più il primo), e una bella finalizzazione sulla sirena di Justin Oboavwoduo, diciannovenne attaccante della Next Gen, la Juve batte il Nizza (2-o) nella terza amichevole estiva, prima di decollare, domani sera, per Hong Kong e Perth, dove sfiderà Chelsea, Inter e Palermo.
 
Non è stato un collaudo banale, perché Madama è ancora incompleta e perché l’avversario aveva appena piallato 3-0 l’Olympique Marsiglia. «Se non giochiamo concentrati, questi ci fanno passare il pallone nelle orecchie», aveva avvertito i suoi Luciano Spalletti. Gli hanno dato retta: «Sono stati attenti — commenta alla fine l’allenatore — stavolta hanno scelto bene i momenti in cui si doveva andare a pressare e ho visto la ricerca delle giocate anche dentro al campo». In questo, potrebbe aiutare la classe (e i piedi) di Douglas Luiz: «Per me questa è una nuova opportunità — dice il brasiliano — voglio dimostrare di essere uno da 50 milioni di euro». Il prezzo sborsato per lui, due estati fa. Fallita la stagione con Thiago Motta — «ho avuto diversi infortuni e lui non mi ha aiutato» — ci riprova con Lucio: «È un grande allenatore, mi ha spiegato le sue idee». Teoricamente, si può fare, anche davanti alla difesa, secondo il tecnico: «Che Douglas Luiz sappia giocare a pallone lo sanno tutti — argomenta Spalletti — semmai il problema era il livello di passo e la copertura del campo, ma oggi (ieri, ndr.) ha fatto anche quello. Ha fatto pesare il fisico in fase difensiva e ci ha messo dentro un po’ di motore e di scocca».

Va da sé, il mercato bussa alle porte: «Mi posso sbilanciare su Kolo Muani, ed è uno che mi garba. Non è la punta ferma in area di rigore, ma te lo trovi una volta sulla trequarti, l’altra alla bandierina a palleggiare, crea superiorità e difficoltà all’avversario». Attesa invece per Alajbegovic, per il quale continua il lavoro di Carnevali e Massara, ieri a bordo campo. Davanti potrebbe volerci un’altra punta fisica — «ma Ekhator può fare quel lavoro» — mentre per la porta piace Suzuki: «Portiere di grandissima prospettiva, ma al momento proibitivo per costi». A domanda, liquida la Nazionale con una metafora: «Maldini rappresentava il nuovo di cui c’era bisogno, ma era come voler fare un aggiornamento sul cellulare vecchio, non lo accetta. Così, ci si è tenuti il cellulare vecchio».