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Le mostre del weekend, da Alicia Kwade a Paolo Maggis

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  Dalla ricerca di Alicja Kwade a quella di Paolo Maggis, e poi la lunga storia dei tatuaggi nel corso dei secoli: sono alcune delle mostre di questo ultimo weekend di agosto.
    TODI - Un'installazione pubblica monumentale insieme a una mostra personale è l'impegno di Alicja Kwade (Katowice, Polonia, 1979) per la città di Todi, su invito del Comune e della Fondazione Progetti Beverly Pepper: dal 28 agosto l'esposizione, curata da Marco Tonelli, si aprirà a partire da Piazza del Popolo dove un'installazione della serie ParaPosition resterà visibile fino al 25 ottobre; poi, nella Sala delle Pietre, fino al 4 ottobre, i visitatori potranno ammirare alcune delle opere più iconiche di Kwade che indagano il rapporto tra tempo, spazio e percezione attraverso dispositivi scultorei di forte impatto visivo.
    ASCOLI PICENO - I grandi volti sospesi tra contemplazione, estasi e inquietudine, il corpo come soglia tra presenza e trascendenza: una selezione di opere di Paolo Maggis arriva il 23 agosto alla Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, nell'ambito della rassegna "A voi domandiamo di noi - Profezie dei corpi e delle anime", ideata da Davide Rondoni e realizzata con la collaborazione del curatore Stefano Papetti. Accanto ai capolavori della collezione permanente della Pinacoteca, il percorso espositivo riunisce opere di Paolo Maggis e Daniela Alfarano, artisti chiamati a confrontarsi con il patrimonio storico del museo in un dialogo che attraversa epoche, linguaggi e sensibilità.
    DOMODOSSOLA - "Ornamenta. Tesori d'eleganza e d'identità in Ossola" è in programma fino al 25 ottobre in tre sedi (a Domodossola presso i Musei civici "Gian Giacomo Galletti" in Palazzo San Francesco e Casa De Rodis, a Santa Maria Maggiore presso il Centro Culturale Vecchio Municipio) e approfondisce i nessi etnografici, commerciali e di gusto che hanno contribuito alla costruzione di una "eleganza" ossolana. A cura di Federico Troletti, il percorso valorizza la raffinata tradizione orafa ossolana, con monili, modelli, disegni e strumenti di celebri botteghe locali attive anche all'estero, affiancati da ritratti d'epoca che ne documentano l'uso. La sezione di Casa De Rodis, dedicata all'abito quotidiano, mette in dialogo dipinti dei maestri della Val Vigezzo con fotografie storiche per raccontare la vita e il lavoro femminile, mentre a Santa Maria Maggiore l'attenzione si concentra sul significato sociale dell'abbigliamento e sugli antichi tessuti e ricami ossolani, tra cui una rara selezione di manufatti realizzati dalla scuola di ricamo Ossulae Domestica Ars ed esposti all'Esposizione di Torino del 1911.
    PESARO - Fino al 10 gennaio 2027 ai Musei Civici di Palazzo Mosca è in programma la mostra "Tatuaggi. Storie dal Mediterraneo", a cura di Guido Guerzoni con la collaborazione di Beatrice Corti. Attraverso l'analisi delle 'pratiche adriatiche del tatuaggio', il progetto attraversa oltre cinque millenni - dal 3.300 a.C. a oggi - partendo dalla più ampia area Mediterranea e giungendo alla specificità dell'Adriatico, l'antico Mare Superum, in cui Pesaro rappresenta l'epicentro di una narrazione terrestre e marittima, locale e internazionale.
    La mostra indaga il tatuaggio come linguaggio identitario, rituale e artistico, con un approccio interdisciplinare e un allestimento immersivo e narrativo.
    GIBELLINA - Nell'ambito di Gibellina Capitale italiana dell'Arte Contemporanea 2026, prosegue fino al 27 settembre al Mac Museo d'Arte Contemporanea "Ludovico Corrao" la collettiva "Domestic Displacement", a cura di Giulia Ingarao e Antonio Leone, che si focalizza sul lavoro di 15 artisti internazionali (Anya Gallaccio, Regina José Galindo, Mona Hatoum, Paolo Icaro, William Kentridge, Anna Maria Maiolino, Shirin Neshat, Olu Oguibe, María Magdalena Campos-Pons, Amalia Pica, Mustafa Sabbagh, Santiago Sierra, Holly Stevenson, Zehra Doğan e Akram Zaatari). La mostra compone una mappa instabile dell'abitare contemporaneo: gli artisti, provenienti da differenti aree geopolitiche, indagano il trauma dello sradicamento, la precarietà della memoria e le poetiche dello straniamento, facendo convergere esperienze intime e tensioni storiche globali. 
   

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