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Manchester City colpevole: violato il fair play finanziario 114 volte su 115. Cosa rischia?

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Il Manchester City è stato riconosciuto colpevole di tutte le 114 violazioni delle norme finanziarie della Premier League contestate, su un totale di 115, secondo quanto riportato venerdì da The Athletic e The Times. 
Le sanzioni non sono ancora state determinate e tutte le possibilità previste dal regolamento restano sul tavolo. 

Il procedimento — le prime udienze risalgono al 16 settembre 2024, con l'ultima il 6 dicembre dello stesso anno — nasce dall'indagine aperta dopo la pubblicazione, nel novembre 2018, da parte del settimanale tedesco Der Spiegel di una serie di documenti finanziari riservati relativi alle operazioni dei Citizens nell'ambito dei cosiddetti «Football Leaks». L'Uefa nel 2020 aveva agito squalificando la squadra allora di Pep Guardiola per due anni, sanzione poi revocata dal Tas di Losanna, nonostante figurasse come un caso di recidiva (nel 2014 il City aveva pagato una multa da 60 milioni  proprio per il mancato rispetto del Ffp).
La Premier League aveva invece accusato il club di non avere fornito informazioni finanziarie accurate, di avere omesso dettagli relativi ai pagamenti effettuati a calciatori e allenatori  — compreso Roberto Mancini, l’allenatore vincitore del primo titolo, nel 2012 — e di avere violato sia le regole Uefa sul Fair Play Finanziario sia quelle della Premier League sulla redditività e sostenibilità finanziaria, le cosiddette Psr nel periodo compreso tra il 2009 e il 2018. 

Tempi lunghi, quindi, e dal 2023 a oggi il Manchester City ha vinto la Premier altre due volte, e ha alzato al cielo la Champions League 2023 a Istanbul contro l’Inter. 

Il rischio è quello di subire una fortissima penalizzazione, che potrebbe portare la squadra anche alla retrocessione o, in teoria, alla esclusione dalla Premier League.

Il club ha sempre negato ogni illecito e dovrebbe presentare ricorso.

articolo in aggiornamento