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Mondiale ai privati, il dietrofront di Infantino non basta: l'Uefa scarica il presidente Fifa «Ha perso la nostra fiducia»

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Il dietrofront dell'ultimo minuto non è bastato a placare la tempesta. Anzi. Il calcio globale è ufficialmente entrato in una fase di guerra fredda — mica tanto diplomatica — tra i suoi due massimi centri di potere: la Fifa e l'Uefa.
Sul banco degli imputati c’è Gianni Infantino. Contro il potente presidente della Fifa parole che lasciano poco spazio alle interpretazioni: «Ha perso la nostra fiducia». E non solo quella dell'Europa, ma anche quella di «molti altri membri della famiglia del calcio».

La miccia è stata il controverso piano firmato Fifa per spalancare le porte delle competizioni internazionali — Coppa del Mondo in testa — ai capitali e agli investitori privati. Un'idea che ha immediatamente sollevato un'ondata di indignazione e reazioni negative su scala globale.
Messo all'angolo con le minacce di un boicottaggio, Infantino ha dovuto fare retromarcia, annunciando il ritiro del progetto. Ma per l'Uefa il danno era ormai fatto. La marcia indietro è stata accolta con favore, certo, ma non è bastata come colpo di spugna.

Il comunicato diramato da Nyon suona come una mozione di sfiducia: «Non possiamo continuare così, con manovre segrete condotte a ritmo frenetico, orchestrate da persone senza volto e il cui interesse per lo sport è dubbio. Dobbiamo identificare i responsabili e chiedere loro di renderne conto».
Un attacco frontale che sposta la questione dal piano puramente commerciale a quello dell'etica, della trasparenza e della governance del gioco più amato del mondo.

La durissima presa di posizione non arriva in un momento qualunque. La faglia si è aperta mentre lo sguardo del mondo del calcio è già proiettato verso le elezioni presidenziali della Fifa, in programma per marzo 2027.
Fino a ieri, Gianni Infantino sembrava navigare in acque agitate ma sicure, forte del fatto di essere l'unico candidato ufficialmente dichiarato alla propria successione. Oggi lo scenario potrebbe cambiare.

1 ago 2026 | 12:46