È morta Rosellina Archinto, pioniera della letteratura per l'infanzia. Aveva 93 anni
Rosellina Archinto è scomparsa all'età di 93 anni a Santa Margherita Ligure (Genova). Curiosa, ottimista, audace, nata Rosellina Marconi, temperamento vigoroso, occhi azzurri e chioma ondulata, è sempre vissuta in mezzo ai libri. Già da bambina — prima di diventare la signora dell’editoria, pioniera del libro per l’infanzia, poi ideatrice di un raffinato marchio di epistolari nato quando su una bancarella parigina trova le lettere di Rainer Maria Rilke a un’amica veneziana — se li costruiva da sé, ritagliando le figure dai giornali e incollandole su quadernoni con cui narrava le sue storie.
Nata a Genova il 29 giugno 1933 in una famiglia della buona borghesia, milanese per adozione, alla Cattolica di Milano dove studia Economia (laurea nel 1957 con una tesi sul mercato del lavoro con Beniamino Andreatta) incontra il conte Alberico Archinto che sposerà a 23 anni e da cui avrà cinque figli. Il primo lavoro è una collaborazione con Giò Ponti, ma, poco dopo il matrimonio, parte per gli Stati Uniti dove rimane per un paio d’anni e frequenta dei corsi di psicopedagogia alla Columbia University. Lì scopre gli albi per bambini disegnati da grandi illustratori.
Intraprendente e anticonformista, tornata in Italia, nel 1966 inventa la Emme edizioni(dall’iniziale del suo cognome da ragazza), portando in libreria maestri stranieri come Maurice Sendak, Tomi Ungerer, Eric Carle, Mordillo e pescando tra i grandi di casa nostra: Leo Lionni, Iela Mari, Bruno Munari, Lele Luzzati, Enzo Mari. Nascono titoli raffinati per piccoli lettori, libri che piacevano molto ai grandi, un genere all’avanguardia che in Italia allora non esisteva: per questo nell’editoria c’è un prima e un dopo Rosellina Archinto. I primi due titoli di Emme edizioni, Piccolo blu e piccolo giallo di Lionni e Il palloncino rosso di Iela Mari, sono ormai dei classici, ora nel catalogo di Babalibri diretto dalla figlia di Rosellina, Francesca Archinto.
Il matrimonio con Alberico Archinto si rompe con grande scandalo sociale, come lei stessa ricorderà mezza Milano le toglie il saluto mentre nasce il legame con Leopoldo Pirelli che dura fino alla sua morte, nel 2007. Quarant’anni insieme, rigorosamente in case separate, con l’attenzione sempre rivolta ai figli e ai libri. Nel 1985 Rosellina vende Emme Edizioni e fonda la Rosellina Archinto Editore, specializzata in epistolari, saggi, biografie, con cui pubblica lettere di grandi autori come Mann, Gide, Wittgenstein, Montale e molti altri perché, diceva, «mi piacciono i libri con dentro del vissuto».
Nel 1988 fonda «leggere» una rivista che in 10 anni e 90 numeri, con interventi di autori come Zanzotto, Ceronetti, Starobinski, lascia un’impronta importante nella storia editoriale del nostro Paese. Dopo aver ceduto nel 2003 la maggioranza della nuova casa editrice, nel 2015, prima della fusione della Rcs con la Mondadori, ricompra tutte le quote, in nome dell’indipendenza.
La sua casa milanese è stata un cenacolo colto dove, negli anni, si sono incontrati scrittori, artisti, musicisti, architetti, non solo italiani, da Eco a Sottsass, da Gae Aulenti a Maurizio Pollini e, negli anni Settanta, anche Herbert Marcuse, allora faro della rivolta giovanile. Rosellina Archinto ha rappresentato quell’intellighenzia progressista che sapeva unire salotto e impegno, legata al valore del passato, ma aperta al nuovo, Rosellina Archinto è stata attiva in vari istituzioni e da Milano ha guardato al mondo, alla Francia soprattutto, che nel 2015, le ha conferito la Legion d’onore.
22 agosto 2026, 11:08 - Aggiornata il 22 agosto 2026 , 12:30