Mps, il socio Norges voterà contro il piano difensivo di Mps (e la fusione con Mediobanca)
Norges Bank, il più grande fondo sovrano al mondo, all'assemblea di Banca del Monte dei Paschi di giovedì prossimo voterà contro il piano di difesa allestito dal ceo Luigi Lovaglio per difendere l’indipendenza della banca dall'Opas di Intesa Sanpaolo. L’intenzione di voto sfavorevole del fondo norvegese si accoda al giudizio già espresso da California Teachers, del California Public Employees, di British Columbia Invest e State Board of Florida, che però hanno in portafoglio piccolissime quote di Mps. Norges possiede invece quasi il 3% di Siena ed è il primo grande istituzionale a dare il suo parere bocciando le due Ops su Banco Bpm e Banca Generali, la distribuzione ai soci pari a 4 miliardi. Ma non solo. Voterà anche contro la proposta di fusione tra Siena e Mediobanca e la scissione parziale di Mediobanca Premier a favore di Widiba. Un punto all’ordine del giorno, quest’ultimo, sul quale i proxy advisor avevano invece invitato i fondi a votare a favore. Norges possiede anche l’1,18% di Intesa.
La motivazione per questa bocciatura è comune a tutti i punti:
«Le fusioni, le acquisizioni e le altre operazioni societarie – ha evidenziato Norges - dovrebbero massimizzare i rendimenti per gli azionisti. Nel valutare tali operazioni, prendiamo inoltre in considerazione la presenza di una trasparenza sufficiente a consentire una decisione pienamente informata, l'equo trattamento di tutti gli azionisti e l'assenza di conflitti di interesse». Ora sono attese le posizioni di Vanguard (4% del Monte) e Blackrock, l’istituzionale con il peso più rilevante visto che ha il 4,66% di Mps e il 4,8% di Intesa.
Giovedì la deputazione generale della Fondazione Mps ha invece dato indicazione alla deputazione amministratrice di sostenere la strategia del Monte per fermare l’Opas di Intesa. La posizione dell’ente ha ribaltato quella presa, ma a titolo personale, dal presidente Riccardo Coppini. Nel caso in cui all’assemblea di giovedì a Siena il progetto del ceo Luigi Lovaglio non avesse i numeri, l’ente toscano potrebbe «prendere in considerazione altre operazioni straordinarie», vale a dire quella di Intesa.
Lo stesso giorno, è intervenuto da Bruxelles Saverio Valentino, presidente dell’Antitrust, che dovrà dare il via libera all’Opas della Ca’ de Sass. «Potrebbe dover adottare misure correttive di natura comportamentale per garantire che la quota indiretta che acquisirebbe in Generali», dopo l’offerta su Mps, rimanga «un mero investimento finanziario». È «essenziale», ha aggiunto, evitare che la nuova entità acquisisca «qualsiasi potere di influenzare il comportamento» di Generali. il ceo Carlo Messina, ha assicurato «indipendenza assoluta» per il Leone. Infine, Mps e Bper sono entrate dalla lista delle banche sistemiche della Banca d’Italia.