Presidenza Figc, la Lega di Serie A ora pensa anche a Galliani. Malagò: «Sono dispiaciuto ma accetterò competizione»
Giovanni Malagò ha aggiunto al suo curriculum una nuova carica: dirigente-accompagnatore del Circolo Canottieri Aniene, squadra di calcio a 5 che milita nella serie D del Campionato laziale della Lega Dilettanti. Grazie a questa operazione Malagò sarà eleggibile alla presidenza della Federcalcio il prossimo 14 dicembre: è stato rimosso il mancato tesseramento che aveva portato al commissariamento della Figc.
La Canottieri Aniene, di cui Malagò è presidente onorario, vanta una storica formazione master di calcetto composta da un mix di soci influenti e vecchie glorie. La società ha sempre operato sotto l’egida di un ente di promozione sportiva di ispirazione cattolica, il Centro Sportivo Italiano, dedito all’attività amatoriale. Per poter tesserare Malagò, il Circolo ha dovuto affiliarsi alla Figc e schierare una squadra al livello base del campionato. La mossa è prodromica alla presentazione della candidatura alla presidenza Figc: i termini scadono il 4 novembre.
«Io mi candido», ha dichiarato ieri sera a Napoli. «Ovviamente c’è una dinamica anche formale che riguarda tutti e che deve esprimere una maggioranza a supporto». La partita però non è chiusa. La Lega di A nel processo elettivo di giugno era stata il motore della proclamazione di Malagò, trascinando le altre componenti. Ora al contrario è in corso al suo interno una riflessione: se Sticchi Damiani del Lecce e Baldissoni del Monza stanno raccogliendo le firme per appoggiare il ritorno in sella dell’attuale commissario, Inter, Milan e Atalanta pensano a un altro candidato.
Il nome che si fa largo è quello di Adriano Galliani, una delle poche figure con competenze calcistiche che ha la fiducia di quell’esecutivo da cui il pallone attende le sospirate riforme. L’esito della corsa non è più scontato.
«Ritengo curioso che la Lega di A abbia voglia di pensare che ci siano ipotesi alternative, ma accetteremo la competizione con la solita filosofia. Una parte di loro ritiene si debba pensare a una candidatura di Galliani, il mio auspicio è di avere una candidatura unica», le parole di Giovanni Malagò questa mattina durante il suo intervento agli Stati Generali di Progetto Civico Italia all'Eur, a Roma. «Sono dispiaciuto, ma quello è un mondo che cambia, dove ci sono alleanze che hanno facilità nel cambiare rapporti. Sono loro che mi sono venuti a chiamare e ora qualcuno chiede di cambiare magari per dinamiche personali», aggiunge Malagò. Che poi conclude ricordando: «Sono 20 anni che l'Italia non gioca una partita a eliminazione diretta, qualcuno della A non voleva che portassi Mancini e invece ritengo sia stata la scelta migliore, sfido chiunque a dire il contrario in questi tre mesi», conclude.
Malagò ha un sogno nel cassetto, il quinto Mondiale: «Il Brasile si è fermato, in caso di una nostra vittoria l'Italia diventerebbe la Nazionale più titolata al mondo. Trovo inconcepibile che non si giochi un Mondiale dal 2014».
24 ottobre 2026, 09:24 - Aggiornata il 24 ottobre 2026 , 12:15