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Rating Italia, venerdì sera il verdetto di Moody’s: cosa rischia e cosa può guadagnare il debito

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I mercati finanziari guardano con attenzione a venerdì sera, quando una delle scadenze macroeconomiche più rilevanti per il nostro Paese arriverà al pettine. L'agenzia internazionale Moody's si appresta a pubblicare la seconda revisione dell'anno sul merito di credito della Repubblica Italiana, un appuntamento che giunge in un momento delicato per i conti pubblici e la definizione della prossima manovra di bilancio, con la certificazione dell’Istat di un rapporto deficit Pil al 3,1%, dunque ancora sopra la soglia del 3% contenuta nel Patto di Stabilità dell’Europa, soglia ritenuta la linea rossa della Commissione Ue che per questo terrà aperta la procedura d’infrazione per l’Italia.

Il verdetto di Moody's è atteso per venerdì 25 settembre 2026, come stabilito dal calendario ufficiale delle agenzie di rating. Per evitare scossoni e speculazioni repentine sui titoli di Stato durante l'orario di contrattazione, la nota ufficiale dell'agenzia statunitense verrà rilasciata a mercati chiusi, tipicamente in tarda serata. Gli operatori avranno così l'intero fine settimana per analizzare la decisione e le motivazioni della pagella prima della riapertura dei mercati di lunedì mattina.

L'Italia si presenta a questo appuntamento partendo da una posizione di relativa stabilità acquisita negli ultimi trimestri. L'attuale voto assegnato da Moody's è Baa2 con outlook stabile. Questo giudizio posiziona il debito sovrano italiano due gradini sopra il livello "junk" (titoli speculativi o spazzatura), consolidandone lo status di investment grade. Il rating Baa2 di Moody's equivale sostanzialmente al livello BBB espresso dalle altre principali agenzie internazionali come S&P Global Ratings e Fitch Ratings, certificando una fondamentale fiducia nella tenuta finanziaria del Paese.

Aaa — massimo livello
Aa
A
Baa1
Baa2 
— Italia
Baa3
Ba1 — inizia l'area speculativa

Gli analisti e gli esperti di mercato concordano nel ritenere che lo scenario più probabile sia quello di una conferma del rating attuale (Baa2, outlook stabile). Il giudizio di Moody's non è una semplice pagella formale: ha un impatto diretto sul costo del debito pubblico italiano e sulla stabilità dei nostri titoli di Stato (BTP). La reazione dei mercati alla riapertura delle contrattazioni si concentrerà su due variabili collegate: lo spread BTP-Bund (attualmente scambiato in un canale di stabilità) e il rendimento nominale del decennale. I fattori che guidano le valutazioni degli analisti si muovono su un doppio binario.

Moody's riconosce la complessiva solidità istituzionale del Paese e un percorso di bilancio giudicato generalmente credibile. Il monitoraggio della disciplina di bilancio e la gestione prudente dei conti pubblici giocano a favore del mantenimento dello status quo.

A frenare un potenziale ulteriore miglioramento (upgrade) rimangono i nodi strutturali storici dell'economia italiana. In particolare, il peso elevato del debito pubblico in rapporto al PIL e le recenti revisioni al ribasso delle stime di crescita economica per il 2026 (attualmente stimata intorno allo 0,7%) consigliano prudenza agli analisti americani. Anche le persistenti incertezze geopolitiche globali e l'impatto sui costi energetici e sull'inflazione restano variabili monitorate con attenzione. Una variazione dell'outlook verso il positivo rappresenterebbe una sorpresa molto gradita, capace di allentare ulteriormente la pressione sui rendimenti dei BTP e sullo spread, mentre un declassamento appare al momento un'ipotesi remota, esclusa dalla maggioranza dei modelli previsionali.

25 set 2026 | 10:16