Sinner, il piano anti-burnout. Per vincere sceglie la prudenza e rinuncia a Montreal: «Ha una fidanzata, altri interessi»
L’amministratore delegato della Sinner Corporation, 11.620.364 dollari fatturati in montepremi nei primi sette mesi dell’anno corrente, è in crociera. Macché vacanze: gli uomini-azienda come Jannik producono anche quando non lavorano. Venerdì cena di gala (a pagamento), ieri shooting fotografico sul ponte e dimostrazione di padel. Si è imbarcato in braghe corte e zainetto sulle spalle, è ricomparso in grisaglia, immerso nel ruolo. Il tennis non aspetta nessuno, però: dopo la riconquista di Wimbledon c’era da fare una scelta. E Jannik Sinner non è tipo da commettere lo stesso errore due volte.
L’inseguimento del record assoluto — il primo e forse, chissà, l’ultimo che non avrebbe dovuto dividere con nessuno degli Immortali —, cioè la conquista dei nove Master 1000 nell’arco dell’anno solare (è già a quota cinque), è stato sacrificato sull’altare del «mio benessere personale». Così lo definisce Sinner. E se è chiaro l’intento di rinunciare a Montreal per puntare sulla doppietta Cincinnati-Us Open evitando il rischio di burnout psicofisico alla base della clamorosa implosione di Parigi, lo scorso 28 maggio con il carneade Cerundolo, c’è un altro significato dietro la scelta di prudenza del numero uno del mondo, perfettamente consapevole, tra Indian Wells e Roma, di aver sopravvalutato le proprie forze.
L’ha spiegato coach Cahill a Londra, appena sollevata la coppa bis di Wimbledon: «Dovremo stare attenti a non spremerlo troppo, se vogliamo per lui una lunga carriera. Jannik non è più il ragazzino che pensa solo al tennis che ho incontrato nel luglio 2022: è cresciuto, è diventato un uomo, ha una fidanzata, altri interessi». È per permettergli di vivere la vita di 25enne (compleanno il 16 agosto), scorrazzare per Montecarlo sulla Vespa con Laila sul sellino, fare la spesa per la cena dopo aver chiesto lumi sulla ricetta a papà Hanspeter, che la programmazione dello swing canadese e americano è stata tagliata, provocando un dolore all’Atp, che adesso deve vendere i biglietti per Montreal con la foto del padrone di casa Felix Auger-Aliassime sui cartelloni. I Master 1000 extended sono diventati una bolla che rischia di esplodere. Il forfait di Sinner accende una luce al neon sul problema, come quando nel 2023 si ritirò da Parigi Bercy dopo un match con McDonald finito alle 2.30 del mattino. Da lì in poi si decise di mettere un tetto all’orario ultimo per scendere in campo. Capirà, l’Atp?
Jannik pensa a se stesso: l’egoismo è uno dei talenti dei grandi dello sport. Risulta iscritto a Cincinnati, al via il 13 agosto: se confermasse la presenza (anche Alcaraz deve ancora farlo), userebbe il caldo umido dell’Ohio per abituarsi al clima di New York. Potrebbe anche tirare dritto verso l’Open Usa: non gli sono serviti tornei su erba per confermarsi a Wimbledon, il veloce è la sua superficie d’elezione. Però a Cincinnati c’è il kappaò in finale con Alcaraz dell’anno scorso (altro malore), nella sua memoria breve. E a un ricordo negativo ne va sempre sovraimpresso uno di segno opposto. È la legge di Sinner.