Zuckberg minaccia di lasciare la California per non pagare la nuova tassa sui miliardari: Meta pronta a cambiare la struttura azionaria per trattenerlo
Mark Zuckerberg era pronto a lasciare la California pur di non pagare la tassa straordinaria sui miliardari in via di approvazione nel «Golden State». Meta ha perciò deciso di creare una nuova classe di azioni speciali per consentire al fondatore di versare l’imposta «multimiliardaria», senza perciò perdere il controllo del gruppo proprietario di Instagram e Facebook.
Più precisamente, Meta procederà a una scissione del capitale sociale: ogni azionista riceverà una nuova azione priva di diritti di voto per ogni azione ordinaria detenuta, trovandosi così in portafoglio due titoli Meta. Il maggior beneficiario dello «split» sarà ovviamente Zuckerberg che detiene il 60,6% dei diritti di voto nel gruppo e potrà vendere subito una parte delle nuove azioni per far fronte all’esborso fiscale straordinario.
A novembre, infatti, gli elettori della California andranno alle urne per votare sulla nuova tassa a una tantum del 5% sui patrimoni superiori al miliardo di dollari, azioni incluse. La proposta ha suscitato l’ira dei Paperoni tecnologici della Silicon Valley che, pur essendo gli uomini più ricchi del mondo, devono la loro fortuna a pacchetti azionari non valorizzati e, quindi, sinora esentasse. Molti, fra cui il co-fondatore di Google Sergey Brin, hanno perciò avviato una dispendiosa campagna di lobby per invitare a votare contro la proposta. Altri, fra cui si scopre anche Zuckerberg, hanno deciso di lasciare la California se la nuova imposta sarà approvata.
Per evitare la fuga del fondatore, Meta ha costituito un comitato ad hoc di consiglieri indipendenti all’interno del board. Dopo un negoziato descritto come «lungo e, a volte, controverso», il comitato ha deciso di raccomandare al cda l’emissione di questa nuova classe di azioni a fronte dell’impegno di Zuckerberg a rimanere in California almeno per i prossimi otto anni, con il suo patrimonio del valore stimato i oltre 246 miliardi di dollari. Adesso la proposta sarà sottoposta al voto degli azionisti di Meta che dovranno valutare se la permanenza di Zuckerberg in California giustifichi un riassetto tanto radicale e dalle conseguenze rilevanti anche per il futuro.
Oltre che consentire al fondatore di far fronte ai suoi oneri fiscali, infatti, lo «split» azionario avrà anche un’altra funzione: permettere a Meta di raccogliere sul mercato le decine, se non centinaia, di miliardi necessari a sostenere i suoi piani di sviluppo nell’intelligenza artificiale. Sempre salvaguardando il controllo di Zuckerberg sulla sua creatura: anche in caso di aumenti di capitale consistenti, l’emissione di nuovi titoli senza diritti di voto manterrebbe saldo il predominio del fondatore di Facebook sul gruppo.
22 ott 2026 | 12:05