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Arbitri, Var e problemi tecnici: è il Mondiale delle polemiche. E la Fifa si scusa

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Errori e polemiche. Sembra la serie A, invece è il Mondiale. Segno che tutto il mondo è paese. O, forse, che non tutto sta filando liscio per i 52 fischietti Fifa agli ordini del nostro Collina. Il torneo non era ancora cominciato che c’è stata la prima grana: la storia dell’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan rimbalzato alla frontiera americana nonostante visto in regola ha fatto il giro del pianeta, alla faccia del torneo più inclusivo di sempre, come era stato promesso. Ma anche sul campo i problemi non mancano. In Francia si sono scagliati contro l’australiano Faghani, che al 60’ del match col Senegal ha negato due volte un rigore a Mbappé dopo un contrasto fuori tempo con Mané in area: prima dal campo e poi davanti alla Var. Deschamps è andato su tutte le furie, per sua fortuna ha vinto lo stesso. Da un campione all’altro, anche Messi è finito nel mirino: ha segnato tre gol però ha commesso un intervento non intenzionale ma duro ai danni dell’algerino Mandi, che per qualcuno andava sanzionato col rosso. Leo si è subito scusato, il polacco Marciniak non l’ha neanche ammonito. Gli è andata bene, questo è certo.

Anche la Var ha i suoi guai, nonostante il livello di tecnologia sempre più elevato e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale: la Fifa ha dovuto scusarsi per il guasto tecnico che ha impedito di trasmettere in tv l’episodio del rigore della Svizzera contro il Qatar, nello specifico la precedente posizione di Freuler che sembrava in fuorigioco. Per chiarire definitivamente, alcune ore dopo la Fifa ha pubblicato un post ufficiale allegando le immagini che confermano la regolarità della giocata. Gary Neville, che commenta per Itv, ha polemizzato: «È come una dittatura, tengono le prove nascoste». Sempre la Fifa ha poi dovuto difendere il varista australiano Evan finito nella bufera in occasione di Germania-Curaçao per aver fatto un gesto considerato simbolo dei suprematisti bianchi. «Era un tic involontario» l’assoluzione del governo del calcio mondiale.

Diverso, più che altro comico, il caso dell’arbitro brasiliano Sampaio che nella partita inaugurale all’Azteca ha provato a spiegare l’espulsione del sudafricano Zwane senza riuscirci, diventando un meme da social: il suo inglese era molto incerto, come si è visto dalla facce dei giocatori. Fra tante notizie negative, una positiva: oggi Tori Penso, 39 anni, della Florida, arbitrerà Sudafrica-Repubblica Ceca. Sarà la seconda donna in un Mondiale dopo la francese Frappart a Qatar 2022.

18 giu 2026 | 07:15