Carlos Cuesta, anni 31; Gian Piero Gasperini 68: 37 anni di differenza e fra loro una nuova generazione di allenatori che sta cambiando il volto delle panchine italiane. La Serie A 2026/27 si presenta infatti ai nastri di partenza con un’età media degli allenatori inferiore ai 50 anni, un dato che la colloca ai livelli più bassi dell’ultimo decennio. Ed è un dato, quest’ultimo, che avvicina l’Italia all’Europa.
Con l’ufficialità di Ruben Amorim al Milan, il quadro delle 20 panchine del prossimo campionato è praticamente definito — mentre si attendono gli annunci anche di Juric, Gattuso e Allegri —. La tendenza è chiara: sono nove gli allenatori under 45 su venti. A guidare il gruppo dei più giovani c’è Cuesta, tecnico del Parma, che a 31 anni è il secondo allenatore più giovane della storia della serie A. Alle sue spalle la classe dei tecnici nati negli anni Ottanta: Cesc Fàbregas e Ignazio Abate (39 anni), Fabio Pisacane e Domenico Tedesco (40), Ruben Amorim, Alberto Aquilani (41), Daniele De Rossi (42) e Cristian Chivu (45).
Appena fuori dalla lista ci sono Gennaro Gattuso e Fabio Grosso, entrambi di 48 anni. Dall’altra parte resistono i veterani. Il più esperto sarà Gian Piero Gasperini, 68 anni, seguito da Luciano Spalletti e Maurizio Sarri, entrambi a quota 67. Più indietro Giovanni Stroppa e Massimiliano Allegri (58 anni), Eusebio Di Francesco e Massimiliano Alvini (56), Kosta Runjaic (55) e Ivan Juric (50).
Nel complesso, l’età media delle venti panchine si attesta intorno ai 49,5 anni. Un dato che conferma un ricambio generazionale. Il calcio italiano ritoccherà il livello della stagione 2024/25, 49 anni e 7 mesi di media, e sembra volere dare vita a una nuova operazione di svecchiamento, almeno sulla panchina dei club. Il confronto con le ultime dieci stagioni mostra come il ringiovanimento sia diventato un criterio da perseguire. Si è passati dai 53 anni e 41 giorni ai 51 del 2025/2026, ai 49 e 7 mesi di oggi.
Un trend che prova a tenere il passo del resto d’Europa, dove la Premier League continua a essere il campionato più aperto agli allenatori di nuova generazione. Nei principali campionati europei l’età media delle panchine resta infatti particolarmente bassa: circa 43 anni in Inghilterra, 44 in Germania e 47 in Spagna. Fa eccezione la Francia, dove l’età media degli allenatori sfiora invece i 52 anni. La stagione 2026/27 si inserisce dunque in una tendenza che vede sempre più spazio per tecnici quarantenni e, in alcuni casi, addirittura trentenni.
La sfida, però, non sarà soltanto sceglierli. Negli ultimi anni nel campionato italiano i cicli in panchina si sono accorciati e raramente hanno superato le due stagioni. Per valorizzare davvero la nuova generazione di allenatori probabilmente serviranno tempo e continuità. In questo senso il caso più emblematico è quello del Como, che si prepara ad affrontare il terzo anno consecutivo con Fabregas in panchina, un record condiviso soltanto con Runjaic all’Udinese.
18 giugno 2026, 07:12 - Aggiornata il 18 giugno 2026 , 07:13