Banco Bpm conferma l’interesse per una fusione con Mps: ora tocca a Siena decidere
Lungo consiglio ieri per Banco Bpm. L’istituto di Piazza Meda ha iniziato a ragionare su come rientrare in partita sul Montepaschi, dopo che Intesa Sanpaolo e Unipol gli hanno sbarrato la strada lanciando un’Opas su Siena. Il ceo Giuseppe Castagna ha illustrato ai consiglieri la proposta avanzata la scorsa settimana da Intesa e Unipol, per capire come muoversi. La strada è stretta ma l’idea di un «merger of equals» resta confermata anche se la distanza tra la capitalizzazione delle due banche si è ampliata arrivando a 11 miliardi.
È tuttavia necessario trovare una soluzione che renda più interessante per i soci di Mps scambiare azioni con quelle di Banco Bpm invece che di Intesa Sanpaolo, che ha messo sul tavolo anche 1 euro in contanti ad azione. La lettera inviata da Piazza Meda a Siena domenica scorsa propone l’avvio di un dialogo per definire un concambio per la fusione, senza corrispettivi in contanti. È probabilmente uno dei punti su cui Banco Bpm dovrà ragionare se vuole rientrare in partita. Intesa ha messo sul tavolo 3 miliardi cash ed è sulla componente in contanti, più che sul concambio, che Castagna dovrà lavorare. I grandi fondi sono più attenti a questo che alle sinergie potenziali.
Nel corso della riunione i consiglieri in quota Crédit Agricole avrebbero ascoltato i ragionamenti senza fare commenti. La banca francese, primo azionista di Piazza Meda, segue con attenzione i movimenti. Sul mercato viene ritenuta probabile una salita a ridosso del 29,9% in Banco Bpm. Ma c’è anche chi ritiene possibili manovre più ampie. Dopo la riapertura del risiko sono tante le voci che hanno iniziato a circolare sul mercato. C’è chi ipotizza un possibile coinvolgimento delle Generali, in asse con Bpm e Agricole, per rispondere all’Opas di Intesa-Unipol, in una logica di spartizione degli asset. Chi guarda a Unicredit. E chi ritiene che se Bpm dovesse decidere di fare un passo indietro su Mps, i francesi dell’Agricole potrebbero tentare una fusione.
Durante il consiglio non sarebbero state prese decisioni. Si attende una mossa da Mps, che non ha chiuso la porta a Piazza Meda. Il board che si è riunito la scorsa settimana a Rocca Salimbeni ha deciso di avviare l’analisi sia della proposta di fusione amichevole presentata dal Banco sia dell’offerta non sollecitata di Intesa e Unipol. Castagna attende adesso un passo formale da parte di Luigi Lovaglio per sedersi al tavolo. La passivity rule scattata in seguito all’opas di Intesa-Unipol non lo vieta. Il 22 giugno Lovaglio riunirà il consiglio per capire come posizionarsi.