La partita del futuro si gioca sulla rete. Non è più solo un’infrastruttura tecnica ma una leva strategica capace di favorire l’innovazione, proteggere i dati e trasformare la tecnologia in crescita per imprese e territori. Questa è la visione emersa nel corso di «ItalIA in Rete – Ecosistema digitale: dati, sicurezza, innovazione per il futuro delle imprese» organizzato da Rcs Academy e HPE in collaborazione con il Corriere della Sera e con il patrocinio di Assolombarda. Ad aprire l’incontro è stato Alvise Biffi, presidente Assolombarda, che ha sottolineato come «la rete è uno degli elementi strategici per la competitività della nostra industria. Senza una rete smart i dati, materia prima della nuova rivoluzione industriale basata sull’Ai, non possono essere elaborati». Un concetto ripreso da Claudio Bassoli, presidente e ad HPE Italia: «Il mondo per cui le reti tradizionali erano state progettate non esiste più. Oggi una rete inadeguata non fa perdere un pacchetto dati: fa perdere un’opportunità, un paziente curato in tempo, un’impresa che poteva crescere». In questo contesto, la disponibilità di infrastrutture digitali avanzate diventa un fattore determinante per lo sviluppo economico e sociale del Paese. «Per l’Italia – aggiunge – con il suo straordinario tessuto di imprese, una rete intelligente è un moltiplicatore: non amplifica solo chi è già grande, amplifica chi ha il coraggio di crescere. La rete non è un costo da ottimizzare, è l’investimento da cui dipende la competitività del Paese».
Per le imprese manifatturiere, la capacità di connettere infrastrutture e persone rappresenta un modo per rafforzare competitività. Guido Guidesi, assessore Sviluppo Economico Regione Lombardia, ha sottolineato che «per consolidare la vocazione manifatturiera della Regione, abbiamo puntato sul nostro potenziale ancora inespresso: la capacità di mettere in rete competenze e know-how presenti sul territorio». La crescita dell’intelligenza artificiale rende inoltre sempre più importante la formazione. «La sfida dell’Ai – ha detto - si vince con la formazione, servono competenze per coglierne i benefici senza sottovalutarne i rischi. Al tempo stesso, è essenziale rafforzare i presìdi sociali, economici, infrastrutturali e istituzionali, fondamentali per la competitività e la coesione del territorio». In questo scenario, il ruolo delle infrastrutture di comunicazione è fondamentale. Massimo Carboni, vicedirettore e coordinatore Dipartimento Infrastruttura GARR, ha evidenziato come «la GARR nasce dall’esigenza del mondo accademico e scientifico di dotarsi di un’infrastruttura di comunicazione, capace di supportare lo scambio di dati e informazioni. Una struttura composta da circa 80 persone che abilita la connettività di circa 3 milioni di persone. Con sistemi sempre più complessi, diventano centrali l’integrazione delle infrastrutture, l’automazione e la formazione delle competenze».
L’aumento dello scambio di informazioni e la diffusione dell’Ai pongono nuove sfide sul fronte della sicurezza. Silvio Ranise, direttore Centro Cybersicurezza Fondazione Bruno Kessler e professore ordinario di Informatica Università di Trento, ha ricordato che «la sicurezza dei dati si fonda su tre principi: riservatezza, integrità e disponibilità. Per questo la governance diventa centrale. Definire priorità e strategie, insieme all’utilizzo di tecnologie abilitanti, permette di rafforzare il controllo sui flussi di dati»». Secondo Ranise, la crescente dipendenza da infrastrutture non europee rende ancora più importante mantenere il controllo sui flussi di dati. «Strumenti come identità digitale e crittografia possono contribuire a rafforzare la sovranità tecnologica e la capacità di proteggere informazioni sempre più strategiche».
La connettività è una delle infrastrutture chiave per lo sviluppo economico e sociale. Pietro Piccinetti, amministratore delegato Infratel Italia, ha affermato come il 5G rappresenti molto più di una semplice evoluzione delle telecomunicazioni: «Il 5G non è solo una tecnologia per comunicare, ma uno strumento che può migliorare la qualità della vita. La sfida è garantire un accesso equo alle infrastrutture digitali. Dai borghi alle aree più isolate, nessuno deve restare indietro». In questo percorso, il ruolo del pubblico è fondamentale, così come la mappatura digitale delle reti per rendere il sistema più efficiente.
I dati stanno assumendo un ruolo sempre più importante nella gestione di infrastrutture e servizi. Federico Di Gennaro, head of Innovation, Study Center & European projects Autostrade per l’Italia, ha rimarcato come il sistema della mobilità italiana stia affrontando una fase di trasformazione. «Guardare alle autostrade – sottolinea - non più soltanto come opere civili fatte di asfalto ma come piattaforme integrate di mobilità, dati, energia e servizi digitali, apre una prospettiva nuova e ricca di potenziale. La grande opportunità di oggi e dei prossimi anni è quella di valorizzare e rigenerare infrastrutture esistenti, rendendole sempre più intelligenti, sicure e sostenibili». L’utilizzo delle informazioni è sempre più rilevante anche nel mondo del sociale. Davide Invernizzi, chief philanthropy officer Fondazione Cariplo, evidenzia che «la disponibilità dei dati è oggi un elemento fondamentale per generare valore e innovazione, oltre a misurare e amplificare l’impatto delle iniziative». Lo stesso approccio riguarda il settore aeroportuale. Mario Ponta, director of Supply Chain and Innovation SEA Milan Airports, ha spiegato che «dati sicuri e integri sono fondamentali per programmare in modo efficace, coordinare gli interventi e reagire rapidamente quando i sistemi non funzionano come previsto. Il futuro passa da modelli decisionali più collaborativi».
Le reti del futuro saranno sempre più intelligenti e autonome. Remo Maccaglia, System Engineer manager - Private Sector HPE Italia, ha affermato che «la vera metrica per misurare il successo di una rete è l’ottimizzazione dell’esperienza degli utenti». Inoltre, l’esplosione dell’intelligenza artificiale ha accelerato l’evoluzione verso le self driving network. «L’obiettivo è sviluppare reti capaci di individuare e risolvere le criticità prima che abbiano un impatto sui servizi, grazie a un modello fondato su quattro elementi chiave: dati, modelli, piattaforme e assistenti virtuali». Una trasformazione che non sostituisce le persone ma le aiuta a intervenire in modo più rapido ed efficace.
L’innovazione non riguarda soltanto la tecnologia ma anche l’organizzazione e i modelli di business. Silvio Fraternali, head of Innovation & Business Support Reengineering Intesa Sanpaolo, ha ricordato che «con l’Ai stiamo vivendo un passaggio ancora più trasformativo. La vera complessità è portare queste trasformazioni su larga scala, mantenendo fermi principi fondamentali come la centralità delle persone, che restano un asset strategico del gruppo. La tecnologia deve aiutare a potenziare le capacità, garantendo sicurezza e una gestione consapevole del rischio». Infine Edoardo Accenti, Enterprise Networking director HPE Italia, ha sottolineato che «accanto all’innovazione, assume un ruolo centrale anche la sostenibilità economica e ambientale L’obiettivo è rendere le tecnologie accessibili e costruire infrastrutture capaci di durare nel tempo, favorendo il riutilizzo delle risorse e cicli di vita più lunghi».
19 giugno 2026, 16:12 - Aggiornata il 19 giugno 2026 , 16:13