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Borse e petrolio oggi in diretta 2 novembre | Listini contrastati, il rimbalzo dei tecnologici in attesa di Apple. Scende il prezzo del greggio, gas sotto i 102 euro

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La settimana si annuncia densa di appuntamenti, tra dati macroeconomici, riunioni delle banche centrali e le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Sul fronte politico, i Democratici puntano a conquistare la maggioranza alla Camera, mentre la partita per il Senato resta aperta. Gli analisti ritengono che il voto avrà un impatto limitato sui mercati, salvo sorprese, ma temono che un’eventuale sconfitta possa spingere Donald Trump a irrigidire la linea sull’Iran, alimentando nuove tensioni energetiche. Sul fronte monetario, gli investitori guardano alle decisioni della Reserve Bank of Australia, della Bank of England e della Riksbank, mentre per la Norges Bank è attesa una conferma dei tassi. Negli Stati Uniti resta inoltre aperto il dibattito sulle prossime mosse della Federal Reserve: circa il 70% dei trader considera probabile un rialzo a dicembre. In Europa l’attenzione si sposta sui dati definitivi dei Pmi manifatturieri e sull’inflazione di mercoledì. Le prime rilevazioni nazionali indicano prezzi al consumo in aumento verso il 3,9-4%, mentre l’inflazione di fondo dovrebbe restare intorno al 2,5%. Venerdì arriveranno i dati sul mercato del lavoro americano. In agenda anche i risultati di Palantir e Roku negli Usa e quelli di Ryanair e Lottomatica in Europa

La seduta asiatica mostra un andamento contrastato. Tokyo chiude in calo dello 0,33%, a 63.082 punti, dopo le indicazioni prudenti di Kioxia Holdings, che alimentano i dubbi sulla tenuta della domanda legata all’intelligenza artificiale. Il titolo del produttore di chip di memoria perde il 15,8% dopo le previsioni di un utile operativo di 2.000 miliardi di yen per il trimestre in chiusura a dicembre, appena sopra i 1.990 miliardi del periodo precedente. In ribasso del 19% anche Screen Holdings, nonostante gli ordini record nel settore delle apparecchiature per semiconduttori. In controtendenza Seul, che avanza del 3%, mentre Shanghai guadagna l’1% e Hong Kong lo 0,6%. A sostenere parte dei listini è il calo delle materie prime energetiche: il petrolio perde circa il 3% in Asia, con il Brent poco sotto i 110 dollari al barile. Anche il gas europeo scende sotto quota 102 euro: i future sul Ttf arretrano del 2,09% a 101,78 euro per megawattora. I prezzi restano tuttavia elevati per la scarsità dell’offerta e per i rischi geopolitici

L’attenzione degli investitori è concentrata sui conti di Apple, attesi a Wall Street dopo la chiusura delle contrattazioni. Il gruppo rappresenta un caso particolare nella corsa all’intelligenza artificiale: rispetto a concorrenti come Microsoft, Alphabet e Meta, che stanno investendo cifre ingenti nella costruzione di data center, Cupertino ha scelto un modello meno oneroso in termini di infrastrutture, puntando sulle partnership e sull’integrazione delle funzionalità di Ia nei dispositivi. Tra le collaborazioni figura quella con Google per Gemini, mentre parte dell’elaborazione avviene direttamente sugli apparecchi degli utenti. Il mercato cercherà indicazioni anche sulla domanda per la nuova gamma iPhone 18, con i preordini avviati a metà ottobre. I future sul Dow Jones guadagnano lo 0,35%, quelli sullo S&P 500 lo 0,50% e quelli sul Nasdaq lo 0,90%. Il tema è più ampio dei risultati di una singola società: gli investitori vogliono capire se gli ingenti investimenti nell’AI produrranno ritorni sufficienti. Nei prossimi giorni saranno sotto esame anche i conti di Qualcomm, Super Micro e Advanced Micro Devices.

Le Borse provano a lasciarsi alle spalle le perdite di ottobre, con i future di Wall Street in rialzo e gli indici europei che aprono deboli e in ordine sparso. Parigi cede lo 0,13%, Londra lo 0,36% e Francoforte lo 0,06%, mentre Madrid sale dello 0,3%. Piazza Affari si muove in controtendenza, con il Ftse Mib in progresso dello 0,14% a 49.570 punti (qui i listini in tempo reale). A sostenere il sentiment contribuisce l’arretramento del petrolio, favorito dalla ripresa degli sforzi diplomatici per contenere il conflitto tra Stati Uniti e Iran. Resta però sullo sfondo la preoccupazione per le valutazioni del comparto tecnologico e per la sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale, dopo le vendite che hanno penalizzato soprattutto i listini americani. A ottobre il Nasdaq ha perso quasi il 7%, registrando il peggior mese dall’aprile 2025. Gli investitori cercano ora indicazioni dai risultati delle società e dai prossimi dati macroeconomici.