Voice of Freedom Повна версія

L’AI? È un’opportunità di sviluppo professionale per i lavoratori over 55

· Business

È controintuitivo: in un contesto in cui l’AI entra sempre più nei processi, i senior over 55 sono percepiti, più che in passato, come risorsa imprescindibile nelle organizzazioni aziendali. Avviene perché sono affidabili, hanno memoria organizzativa e capacità di giudizio. In Italia, per l’85% dei direttori del personale e il 96% dei lavoratori è fondamentale la seniorship, la caratteristica personale che unisce esperienza e competenza a leadership, autonomia e autorevolezza. Lo dice la recente ricerca HR Trends 2026 di Randstad Professional Leaders Search & Selection realizzata sulla base di interviste a 780 lavoratori e 275 responsabili HR italiani.
Per Fabio Costantini, senior vice president di Randstad Professional Italia «L’AI sta producendo una nuova visione positiva della maturità professionale che porta in dote alcune caratteristiche non sostituibili dalla tecnologia, come la conoscenza del contesto, la capacità di gestione e l’esperienza nei contesti reali».

«Con l’AI, il valore del lavoro si sposta sempre più dal fare al valutare: dalla produzione di contenuti alla loro interpretazione - aggiunge Luca Napolitano, Director di Randstad Professional, Leaders Search & Selection -. Leggere criticamente i risultati delle macchine e riuscire a governarli, richiede prontezza mentale ovvero capacità di concentrarsi sui dettagli, di mantenere la calma sotto pressione, di puntare in alto con convinzione nelle sfide complesse, di riprendersi rapidamente da battute d'arresto e stress. Caratteristiche dei senior tipicamente umane e difficilmente automatizzabili». L’opinione di Elena Panzera, vice presidente della Associazione italiana dei direttori del Personale che raggruppa oltre 4000 addetti del settore job in Italia è in linea con lo studio della multinazionale attiva nei servizi per le Risorse Umane citato sopra: «L'intelligenza artificiale è una inaspettata opportunità di sviluppo professionale per i lavoratori over 55 che, nonostante siano più costosi dei junior, non rischiano sostituzione o marginalizzazione. Le competenze maturate in una lunga carriera non diventano obsolete con l'introduzione dell'AI. Anzi, alcune acquisiscono valore proprio perché si integrano con le nuove tecnologie. E’ una prospettiva importante: oltre al mentoring, il valore professionale può spostarsi dall'esecuzione delle attività alla capacità di interpretare, verificare, contestualizzare e utilizzare i risultati prodotti dall'AI». 
L'intelligenza artificiale consente ai lavoratori senior di valorizzare maggiormente il patrimonio di esperienza, conoscenza dei processi e competenze decisionali accumulato durante la carriera. «I lavoratori over 55 -precisa Panzera -  combinano analogico e digitale. Conoscono i processi da decenni e per questo sanno interpretare, verificare e contestualizzare i risultati prodotti dall'AI, a patto che si formino anche sulle nuove tecnologie. Non si tratta di scegliere tra senior o giovani, ma di puntare su senior e giovani: la chiave è la multigenerazionalità. Servono modelli organizzativi che facciano lavorare insieme le generazioni. L’adozione dell’Intelligenza Artificiale nelle imprese funzionerà se accompagnata da formazione, riprogettazione dei ruoli e team intergenerazionali».

Non si tratta di una peculiarità del nostro Paese, è una tendenza comune al mondo industrializzato: l’Ocse ha pubblicato «A potential boost from AI in ageing societies 2026» dove analizza il rapporto tra invecchiamento della forza lavoro e intelligenza artificiale. In questo studio si evidenzia che l'esposizione all'automazione addirittura tende a diminuire con l'età, perché l'esperienza professionale risulta complementare all'intelligenza artificiale.
Per quanto riguarda gli stipendi, ovviamente i lavoratori con più di 55 anni guadagnano mediamente più dei lavoratori giovani. Il vantaggio retributivo varia profondamente in funzione della qualifica, del settore e del Paese ed è associato all'età, all'esperienza professionale e all'avanzamento gerarchico.
Per le aziende riconoscere e remunerare il valore dell'esperienza è una scelta strategica con un impatto diretto sui conti.
Il Salary Outlook 2026 dell'Osservatorio JobPricing che analizza le retribuzioni italiane riferite al 2025 riporta che un lavoratore italiano tra 55 e 64 anni percepisce una retribuzione annua lorda superiore del 20% rispetto quella di un lavoratore tra 25 e 34 anni, del 9% rispetto alla fascia 35–44 anni e del 3% rispetto alla classe 45-54 anni. Il vantaggio economico associato all'età si manifesta soprattutto nella prima parte della carriera e successivamente tende a ridursi. Gli over 55 hanno più frequentemente ruoli di responsabilità ai vertici delle piramidi aziendali, questo spiega la loro più alta retribuzione.
I dati JobPricing 2025 permettono di analizzare separatamente dirigenti, quadri, impiegati e operai. È un confronto interessante perché dimostra che l'età non produce lo stesso vantaggio salariale in tutte le posizioni aziendali. Fra gli operai, per esempio, non è vero che lo stipendio medio continui necessariamente ad aumentare fino alla fine della carriera: la retribuzione media raggiunge il massimo prima dei 55 anni e successivamente diminuisce.