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Marvell Technology compra Lumentum per 115 miliardi: la maxi scommessa sull’AI mentre Wall Street teme la bolla

· Business

La corsa all’intelligenza artificiale vale altri 115 miliardi di dollari. È la cifra che Marvell Technology, gruppo americano dei semiconduttori, ha messo sul piatto per acquistare Lumentum, azienda specializzata in componenti ottici per i data center. Un’operazione tra le più grandi mai annunciate nel settore tecnologico, che arriva proprio mentre Wall Street comincia a chiedersi se gli investimenti miliardari nell’AI siano destinati a ripagarsi oppure ad alimentare una nuova bolla.

La logica industriale parte dal presupposto che non basta più costruire chip sempre più potenti, bisogna anche farli comunicare sempre più velocemente. Nei giganteschi centri di elaborazione dati che alimentano l’intelligenza artificiale lavorano insieme migliaia di processori, impegnati a scambiarsi quantità enormi di informazioni. I tradizionali collegamenti in rame mostrano i loro limiti e vengono progressivamente affiancati da sistemi ottici, che utilizzano la luce per trasmettere dati a velocità elevate e con consumi energetici potenzialmente inferiori. È proprio la tecnologia di Lumentum, produttrice fra l’altro di laser e componenti per le reti ottiche, ad aver attirato Marvell.

Con questa acquisizione, il gruppo guidato da Matt Murphy punta a rafforzarsi nella competizione con Broadcom, uno dei maggiori fornitori di tecnologie per i data center. Marvell collabora già con colossi come Amazon e Google alla progettazione di semiconduttori sviluppati su misura per le loro esigenze. Ad agosto ha siglato con Google un accordo che potrebbe generare fino a 120 miliardi di dollari di vendite entro l’esercizio 2033. E c’è un altro protagonista dietro le quinte: Nvidia, che quest’anno ha investito due miliardi di dollari in ciascuna delle due società.

L’intesa prevede un pagamento interamente in azioni: gli azionisti di Lumentum riceveranno 4,5 titoli Marvell per ogni azione posseduta, ottenendo circa il 33% del nuovo gruppo. Il valore di 115 miliardi comprende anche il debito, mentre quello attribuito alle azioni è di 102,5 miliardi. La conclusione dell’operazione è prevista nella prima metà del 2028, dopo le necessarie autorizzazioni. Secondo le stime delle società, la fusione allargherà a 550 miliardi di dollari il mercato potenziale a cui il gruppo potrà rivolgersi.

Ma la dimensione della scommessa è anche la sua principale incognita. I grandi gruppi tecnologici continuano a spendere cifre record per costruire infrastrutture destinate all’AI, mentre gli investitori temono che ricavi e profitti non crescano abbastanza da giustificare gli esborsi. E la reazione iniziale dei mercati non è stata incoraggiante: nel premercato americano Lumentum perdeva il 6,5% e Marvell il 2,3%.

2 nov 2026 | 15:39