Mps, Messina (Intesa): «Non aumenteremo l’offerta per Siena». E Crédit Agricole sale in Banco Bpm
Il giorno dopo l’assemblea di Mps che ha bocciato la strategia difensiva del ceo Luigi Lovaglio, Intesa Sanpaolo prende atto dei risultati e annuncia il proseguimento della sua offerta pubblica di acquisto e scambio sulla banca toscana, ma senza alcuna ulteriore concessione. A precisarlo è il suo ad Carlo Messina, a latere della 102esima Giornata Mondiale del Risparmio a Roma. Da giovedì — con il no in assise all’Ops senese su Banco Bpm e Banca Generali, e alla fusione con Mediobanca — si sono avverate le condizioni per il ritocco dell’Opas della Ca’ de Sass di 25 centesimi per azione, che faranno salire il valore di Monte Paschi da 30,6 a 31,4 miliardi. Ci sarà allora spazio per un eventuale nuovo aggiustamento? «Assolutamente no», ha raffreddato le speculazioni ieri Messina. Il banchiere ha anche sottolineato come il voto dell’assemblea del Monte ieri «è stato chiaro e con proporzioni significative. Tutti credevano che il 30%, in assemblea straordinaria, avrebbe bocciato» il piano di Lovaglio. In realtà è stato più del 90%, quindi c’è stato un consenso assoluto ad andare avanti con la nostra offerta. È un percorso che ci porta ad andare avanti con grande fiducia».
Ora manca solo l’ok Consob per far partire l’offerta, atteso nella prima decade di novembre, a seguire poi il disco verde di Golden Power e Antitrust. A proposito di quest’ultima, il top manager di Intesa Sanpaolo ha detto di aspettarsi «ragionevolmente entro la fine di novembre che si completi il percorso». La tempistica, ha precisato, «dipende ovviamente dall’autorità, in cui ho già ribadito piena fiducia». Quanto ai timori di una perdita di posti di lavoro, Messina ha di nuovo rassicurato: «Sulle garanzie occupazionali il nostro progetto presenta una totale garanzia sull’occupazione e nell’assunzione di giovani che in progetti di altri non sempre si trovano». Il ceo ha quindi sottolineato che si tratta della «miglior garanzia per il territorio» aggiungendo come «la mia sensibilità sul fronte delle persone è uno dei punti di forza della nostra banca».
Ha parlato invece di «vicende ancora in itinere» Carlo Cimbri, presidente di Unipol, destinataria dell’entità legale di Mps e di suoi 635 sportelli dopo che Intesa Sanpaolo avrà concluso l’Opas. Per finanziare l’acquisto il big assicurativo ha completato giusto ieri l’aumento di capitale da 2,5 miliardi. Cimbri ha parlato in occasione del conferimento della laurea magistrale ad honorem in Ingegneria gestionale all’ateneo di Parma.
Ma l’esito dell’assise senese ha sbloccato anche il resto della plancia del risiko bancario italiano. E’ infatti decaduta la passivity rule su Banca Generali e Banco Bpm, con l’ex popolare milanese tornata sotto i riflettori dei soci francesi. Crédit Agricole in occasione della presentazione della trimestrale ha infatti rivelato di aver innalzato la sua quota in Piazza Meda dal 29,3% al 29,6%. Una mossa attuata «per proteggere la nostra partnership nel credito al consumo e nel settore assicurativo», l’ha motivata la vicedg Clotilde L’Angevin, ribadendo che un’aggregazione tra Crédit Agricole Italia e Banco Bpm «avrebbe molto senso. Ci sono ovviamente altre opzioni sul tavolo ma un’aggregazione avrebbe molto senso perché genererebbe solide sinergie e avrebbe un basso rischio di esecuzione». La Banque Verte ha archiviato i primi nove mesi del 2026 con un utile netto di 7,65 miliardi (+13,7%).
30 ott 2026 | 18:35