Nvidia alla guerra dei chip (contro Intel e Apple): così i nuovi processori trasformeranno i nostri pc
Da anni Jensen Huang stupisce. Un tempo nota soprattutto tra i gamers per le schede grafiche, le più performanti per i videogiochi, la sua Nvidia è diventata all’improvviso la linfa vitale dei data center grazie ai suoi avanzatissimi microprocessori: gli unici in grado di far progredire a grande velocità i large language model dei sistemi d’intelligenza artificiale (AI). Tutti sorpresi nel vedere il produttore di un componente di quei sistemi, sia pure il più importante e avanzato, arrivare a capitalizzare in Borsa più di tutti gli altri giganti informatici e i produttori di AI, da Google-Alphabet ad Apple, a Microsoft. Intanto l’inarrestabile Huang, non contento di aver schiacciato Intel, che ha dominato per decenni il mercato dei semiconduttori, ha allargato i suoi orizzonti cominciando a produrre sistemi di guida autonoma, aprendo filiali in giro per il mondo e creando rapporti con università di vari continenti con l’obiettivo di diffondere ovunque e rendere popolare la sua tecnologia.
Da qualche giorno il gran capo di Nvidia fa notizia per il suo ingresso nel mondo dei personal computer col lancio di RTX Spark, una sorta di supermicroprocessore capace di andare molto oltre le funzioni tradizionali della macchina che supporta le ricerche dell’utente: non più l’assistente che risponde alle domande, ma l’agente autonomo che opera per conto dell’utente e prende decisioni sulla base di criteri stabiliti. Non solo un chip con un’enorme potenza di calcolo, ma un intero sistema: di fatto un copilota invisibile integrato nel PC.
La Borsa festeggia quando Huang annuncia la novità al Computex di Taiwan, la fiera di elettronica di consumo più importante dell’Asia. Molti titoli dei media puntano sulla battaglia tra aziende. Nvidia che non solo colpisce di nuovo Intel attaccandola nell’unico settore nel quale aveva ancora un primato, ma che sfida Apple: RTX Spark, infatti, nei prossimi mesi verrà montato sui pc di Microsoft, il partner principale, ma anche su molti modelli di computer Lenovo, Dell, HP, Asus, ma non su quelli del gigante di Cupertino.
E, tuttavia, c’è ben altro oltre questa battaglia tra aziende. Huang afferma che la sua tecnologia innesca una rivoluzione: «Stiamo reinventando il computer così come anni fa il telefono è stato reinventato come smartphone». Affermazione ambiziosa, ma forse non esagerata. Anzi, a ben vedere potrebbe essere addirittura sottodimensionata. Agendo su vari fronti — oltre alla rivoluzione del computer, una accelerazione nello sviluppo della robotica antropomorfa e industriale con Cosmos 3, un ecosistema che consente alle macchine di imparare le caratteristiche fisiche dell’ambiente nel quale si muovono e, poi, l’impulso ai sistemi di guida autonoma più avanzati — il capo di Nvidia sta andando molto oltre la produzione di potenza computazionale per calcolare il futuro: sta scrivendo le regole con le quali ci muoveremo in questo futuro. Non è detto che ci riesca fino in fondo, ma quello che vediamo oggi è un architetto in giacca di pelle che, rendendo ubiqui gli agenti autonomi che ci sostituiranno in molte mansioni, diffondendo robot che la faranno da padroni in molte aree come la movimentazione delle merci e perfezionando la guida autonoma, vuole trasferirci dall’era computazionale — quella nella quale siamo immersi oggi, anche se, magari, non ce ne rendiamo conto — all’era dell’intelligenza artificiale autonoma.
Non si può non ammirare il genio ingegneristico di questa rivoluzione: Huang sta riuscendo a sfruttare al meglio le sue tecnologie creando un sistema interconnesso. Gli algoritmi di visione artificiale per la guida autonoma alimentano anche la comprensione degli spazi da parte dei robot addestrati col sistema Cosmos. Mentre il software ottimizzato per far rendere al meglio i modelli linguistici con RTX Spark permetteranno di semplificare l’AI a bordo delle auto-robot.
Ma non è tutto oro quello che riluce. Dando anche per scontato che la tecnologia proceda speditamente e dia i risultati programmati da Huang, RTX Spark qualche incognita commerciale se la porta dietro. Intanto Nvidia non ha quantificato né la potenza né il prezzo di questa sua nuova tecnologia, all’inizio destinata soprattutto ai professionisti e agli appassionati dei videogame più sofisticati. Ha detto solo che si partirà da mercati di fascia molto alta. Quindi da un mercato ricco, ma relativamente limitato. Basterà a ripagare gli enormi investimenti necessari per sviluppare ecosistemi così sofisticati?
Ma al di là delle preoccupazioni di ordine commerciale e finanziario che riguardano essenzialmente Nvidia, i suoi azionisti e i suoi partner, le tecnologie che Huang offre a getto continuo ci spingono a gran velocità verso quel futuro agentico, dominato dagli agenti autonomi dei quali si parla da tempo, ma in termini spesso piuttosto astratti. Ora che le prospettive delle armi autonome, degli agenti che ci sostituiscono nel lavoro, nelle mansioni domestiche, perfino nell’acquisizione delle informazioni, si fanno sempre più incalzanti, le questioni etiche che erano state appena abbozzate diventano improvvisamente nodi di impellente urgenza.
I geni della Silicon Valley sono dei maghi della tecnologia, ma tendono a dare ai suoi avanzamenti un valore positivo assoluto, senza porsi il problema del loro impatto sulla nostra natura di essere umani: dall’abbassamento della soglia per scatenare una guerra “automatica” nell’illusione che lo scontro tra robot consenta di evitare vittime umane, allo stravolgimento del mercato del lavoro (quali mansioni ci lasceranno macchine onniscienti e onnipotenti?). Fino alla demolizione di un’informazione che sarà anch’essa guidata dagli agenti. E se nell’era computazionale la stampa, perso il sostegno delle edizioni di carta, si è spostata sempre più verso la produzione di informazioni digitali veicolate sui siti, l’alba dell’era agentica già offre evidenze di un crescente strangolamento del mondo giornalistico dell’informazione professionale.
28 giu 2026 | 18:14