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OroCash va in Borsa e punta a una valutazione di oltre 1,5 miliardi: dai clienti alle fonderie, come funziona l’attività di «compro oro»

· Business

Dopo quasi tre anni di digiuno, Borsa Italiana si prepara ad accogliere una quotazione sul mercato principale. Gens Aurea, gruppo che controlla la catena di «compro oro» OroCash, è pronta a sbarcare su Euronext Milan. La società controllata dal fondo Dvc Partners ha depositato il prospetto alla Consob per l’approvazione.

L’obiettivo è approdare a Piazza Affari entro la prima metà di luglio, con una valutazione che dovrebbe superare gli i 1,5 miliardi. Secondo indiscrezioni, Dvc intende vendere in Borsa una partecipazione attorno al 25% di Gens Aurea che ha chiuso il 2025 con ricavi per 836,3 milioni, un margine di profitto di 105,2 milioni e utili per 67,9 milioni. La quota e la valutazione esatte saranno fissate nelle prossime settimane assieme alle banche d’affari consulenti Bnp Paribas, Jefferies, UniCredit, Banca Akros e Alantra. «Abbiamo incontrato già diversi investitori internazionali — racconta Fabio Godano, amministratore delegato di Gens Aurea — abbiamo riscontrato grande interesse».

La storia di Gens Aurea risale al 1999 e all’apertura del primo negozio a Monza. Da lì il gruppo ha avviato un percorso di crescita — non privo di fasi di difficoltà — che l’ha portato a superare i 100 negozi in Italia per poi espandersi in altri Paesi. Dal 2019 la società con sede in provincia di Milano è passata sotto il controllo del fondo europeo Dvc, alimentato principalmente da capitali di famiglie europee. Il nuovo azionista ha intravvisto la possibilità di crescere in un settore molto frammentato e con dinamiche da «the winner takes it all», dove cioè l’azienda leader è in grado di conquistare quote di mercato crescenti. Dvc ha perciò accelerato il progetto «OroCash» con l’apertura di nuovi negozi e mercati: fra 2023 e 2025 i ricavi sono aumentati in media dell’84% all’anno, mentre il valore della transazione tipo è salito da 534 a 1.115 euro.

Attualmente, Gens Aurea conta 533 punti vendita in Europa e oltre 1400 dipendenti. L’Italia è il mercato principale con 335 punti vendita e un giro d’affari di 536 milioni, ma il gruppo ha una presenza rilevante anche in Spagna, Austria, Svizzera e Portogallo. Attraverso le sue catene di «compro oro», Gens Aurea acquista ogni anno più di 11 tonnellate d’oro da oltre 300 mila clienti per poi cederlo a due fonderie, una in Italia e l’altra in Svizzera, che lo raffinano e lo reintroducono sul mercato. «Si stima che l’oro rigenerato emetta circa 8,6 chilogrammi di CO2 per chilogrammo rispetto ai circa 62 mila chilogrammi emessi dall’attività estrattiva dell’oro in miniera — spiega Godano — l’impatto sull’ambiente è inferiore del 99% ed è per questo che tutti i grandi nomi del settore del lusso, come Rolex, Bulgari, Prada, ora vendono esclusivamente gioielli realizzati in oro ecologico».

Quest’attività di compravendita dell’oro vale circa il 90% dei ricavi di Gens Aurea che opera anche nel mercato dei gioielli e della vendita di lingotti da investimento (interi o tramite piani di accumulo). Complice la corsa dei prezzi del metallo giallo, il giro d’affari è in rapido aumento. Nel solo primo trimestre del 2026 il fatturato è salito a 445,1 milioni tanto che il gruppo prevede di chiudere il bilancio dell’anno con un raddoppio rispetto al 2025: i ricavi dovrebbero arrivare a circa 1,5 miliardi, il margine operativo rettificato superare i 200 milioni e i profitti netti rettificati oltrepassare i 130 milioni, almeno il 60% dei quali saranno distribuiti come dividendi agli azionisti. «La crescita è dovuta a tre fattori — dice Godano — abbiamo aperto 100 nuovi negozi, abbiamo aumentato la presenza nei centri commerciali e investito in pubblicità per rafforzare il nostro marchio». 

L’approdo a Piazza Affari è un ulteriore passo in questa direzione. «La quotazione in Borsa consentirà di accrescere la visibilità del Gruppo e la notorietà dei suoi marchi, ad accedere ai mercati dei capitali e di ampliare la base di azionisti di lungo termine», sottolinea il ceo di Gens Aurea che ha in piano l’apertura di 300 nuovi negozi di qui al 2029. La presenza sul listino, prosegue, «contribuirà poi ad accrescere la visibilità del gruppo e la notorietà dei suoi marchi», accelerando la penetrazione di Gens Aurea in mercati consolidati e nuovi.

Secondo stime della società, in Italia le famiglie tengono «nel cassetto» 5.613 tonnellate d’oro, dato secondo solo a quello della Germania (7.560 tonnellate). Dove, non a caso, il gruppo mira a stabilirsi. «La Germania è il mercato più grande d’Europa ma è molto frammentato, proprio come l’Italia e la Spagna, e potremo metterci piede eventualmente anche con un’acquisizione — anticipa Godano — vogliamo poi espanderci in altri Paesi dell’Europa centrale». D’altronde, conclude, «noi che siamo il leader di mercato acquisteremo quest’anno 14-15 tonnellate d’oro, una goccia nel mare rispetto alle quantità di oro detenuta dalle famiglie europee: le opportunità di crescita sono enormi».

22 giugno 2026, 18:04 - Aggiornata il 22 giugno 2026 , 18:12