Economia

Ferrovie, la partita sul vertice: il pressing di Salvini e il destino di Donnarumma

Ferrovie, la partita sul vertice: il pressing di Salvini e il destino di Donnarumma

ROMA Qualcuno ricorda il terremoto al vertice di Fs di una decina di anni fa. Nell’autunno del 2015 il dissidio tra l’allora presidente, Marcello Messori, e il numero uno, Michele Elia, portò alle dimissioni in blocco del consiglio di amministrazione del gruppo. Le ragioni dello scontro affondavano nell’inconciliabilità tra Elia e Messori, in particolare sulle modalità da adottare per privatizzare le Ferrovie. Questa volta a fare ballare il vertice dell’azienda e l’attuale amministratore delegato, Stefano Donnarumma, è la complessa fase conclusiva delle opere ferroviarie legate al Pnrr.

Il diretto interessato intanto rivendica il lavoro svolto: «Due anni fa sono arrivato in Fs con un mandato chiaro: accelerare gli investimenti per recuperare sugli obiettivi fissati dal Pnrr, che allora parevano quasi irraggiungibili. Rinnovo e sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria, rinnovo della flotta, spinta tecnologica, recupero di credibilità e della remunerabilità del business internazionale», riassume Donnarumma, al quale non sfugge la criticità dei disagi per chi utilizza il treno. «In questi giorni, come sempre con l’arrivo del caldo, sono arrivati i primi inconvenienti e guasti con impatto sulla circolazione ferroviaria. I media hanno sottolineato criticità reali, alcune delle quali però comunicate con largo anticipo per via dei 1.300 cantieri attivi sulla rete, necessari sia per centrare gli obiettivi di Pnrr, sia per la sicurezza della rete e dei viaggiatori».

Malgrado l’azienda abbia preannunciato le interruzioni su alcune tratte e le migliaia di cantieri aperti giornalmente sulla rete, i tabelloni nelle stazioni indicanti ore di ritardo si sono, puntualmente, tramutati in attacchi politici al ministro dei Trasporti e vicepremier, Matteo Salvini. Tanto che il prossimo martedì mattina Donnarumma, insieme ai vertici delle controllate di Fs (Anas, Rete ferroviaria italiana e Trenitalia), è convocato dal ministro per fornire un quadro dettagliato, illustrare l’avanzamento dei lavori e, soprattutto, indicare all’avvio dell’estate i rimedi per porre un freno al crescente malumore dei passeggeri e di alcune frange della maggioranza di governo (a cominciare dalla stessa Lega). «Ho sentito il ministro anche nelle ultime ore, non mi ha chiesto di andare via, piuttosto intende approfondire al più presto le criticità e le azioni correttive su cantieri e servizio ferroviario estivo», dice l’ad.

Resta che c’è un fronte politico che preme su Salvini per un cambio di passo e l’azzeramento del vertice di Fs, con il nome del sostituto: Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato di Trenitalia in scadenza di mandato. E l’occasione per una prova di forza potrebbe essere il consiglio di amministrazione del gruppo in calendario proprio per martedì. Ad alimentare questo scenario concorre il fatto che il board, insediato nella primavera del 2024, ha da pochi giorni registrato l’uscita di Caterina Belletti, indicata alla presidenza di Fs International, e di Tiziana De Luca, vicecapo di gabinetto del ministero dell’Economia, che dopo la recente nomina nel consiglio di Enel ha lasciato l’incarico in Fs. In sella al vertice oltre a Donnarumma restano, dunque, il presidente Tommaso Tanzilli e i consiglieri Franco Fenoglio, Loredana Ricciotti e Pietro Bracco.

Dal palazzone di Piazza della Croce Rossa, sede di Fs, non filtra alcuna segnalazione se non qualche certezza: il consiglio può operare con cinque componenti, non c’è una richiesta di dimissioni e manca una solida motivazione per azzerare tutto. Donnarumma ricorda «i 35,9 miliardi di investimenti tecnici nel biennio 2024-2025, i 20 miliardi di fondi Pnrr già investiti, il rilancio di Fs International, con il progetto del corridoio Parigi-Londra, l’avvio dell’alta velocità in Germania». In un passaggio ripete che l’accelerazione dei cantieri nel periodo estivo «è una consuetudine, perché è l’epoca dell’anno che consente di ridurre i disagi a pendolari e lavoratori».

Per quanto riguarda l’esito della partita delle prossime ore è altrettanto chiaro: «Il mio mandato è nelle mani del ministro Salvini fin dal giorno del mio insediamento, se non ci dovessero essere le condizioni per proseguire sarei il primo a prenderne atto», aggiungendo un’ulteriore considerazione, «ciascuno di noi può fare di più, può sbagliare, può migliorare, però sento sinceramente di suggerire di fare complimenti a questa azienda, composta da 100mila donne e uomini che nell’ultimo biennio hanno concorso al successo del Giubileo e delle Olimpiadi invernali».

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