Pagellone Mondiale: la Francia può vincerle tutte (7); Argentina aggrappata a Messi (7); Marocco senza limiti (7,5); Brasile (5) e Spagna (4,5) da rivedere
Un Mondiale a 48 squadre va diviso in quattro categorie: le candidate, le outsider, le figuranti e le altre. Gli accessi fra i livelli - ascensori e scivoli - sono aperti, dopo ogni turno stileremo quello che gli inglesi chiamano power ranking, una classifica ponderata tra risultati, prestazioni e valori intrinseci. Ciò non toglie che ogni nazionale riceva un voto, commisurato al suo potenziale. Capo Verde ha imposto il pareggio alla Spagna e quindi lo merita più alto, ma resta nell’ultima fascia mentre i campioni d’Europa continuano, magari un po’ meno rumorosamente, a puntare al titolo.
Primo round alla Francia (voto 7) perché dentro a un debutto complicato ha confermato di possedere i talenti individuali per vincere ogni partita. Tre nomi: l’inesorabile Mbappé, il visionario Olise, la freccia Upamecano. Nessun difensore recupera in campo aperto come lui. Viene poi l’Argentina (7) perché Messi ha un serbatoio ancora pieno e l’Inghilterra (7) spettacolare davanti, e non è solo Kane, ma da rivedere in difesa. Quarta in lista la prima «promossa»: ormai è chiaro che il Marocco (7,5) non si pone limiti, e il 18enne centrocampista Bouaddi possiede il piglio del dominatore. La Spagna (4,5) retrocede da prima a quinta favorita, se non recupera al meglio Yamal e Nico Williams non ha chance. Entra nel lotto delle candidate anche la Germania (7,5), autrice del successo più squillante, ma va rivista contro una rivale adeguata. Il Brasile (5), infine, rimane a stento nella fascia nobile. Ancelotti deve rivedere compiti ed equilibri a centrocampo, e ovviamente tutti gli parlano di Endrick e Neymar.
Gran bella partenza degli Usa (8), convincenti e divertenti. Entrano fra le prime dieci del power ranking anche la Norvegia (7,5) di Haaland e la Colombia (7) di Luis Diaz, che è sempre una gioia per gli occhi. Ci aspettavamo molto da Diomandé e la sua Costa d’Avorio (7), ed entrambi hanno iniziato a rispondere. Ci aspettavamo anche di più dal Portogallo (4,5), ma il suo debutto è stato uno spreco colossale: qualità da titolo, rendimento da sedicesimi. Cristiano fu un problema quattro anni fa, figuriamoci adesso. Di tutt’altra pasta il gioco e la tigna del Giappone (7), mentre il salto in alto più ragguardevole l’ha effettuato la Svezia (8), che nell’attacco Gyokeres-Isak aiutato dalla rivelazione Ayari presenta un reparto over the top.
Ha un po’ deluso l’Olanda (6), dietro di lei il Ghana (6) del vecchio stregone Queiroz, che detiene più di quanto mostrato, ma intanto al debutto ha vinto al 95’. L’Austria (7) è salita di livello, l’Egitto (6,5) l’ha mantenuto ma una volta trovato il vantaggio avrebbe dovuto vincere contro il Belgio (5,5) che è vecchio e stanco, ma astuto. Ventesima in graduatoria la Svizzera (5), che costruisce ma spreca perché le manca la punta. Le mettiamo dietro la Croazia (5,5) senza difesa, il Senegal (6) durato un’ora, e infine la Turchia (4,5) super deludente. Mantiene l’ultimo posto fra gli outsider per fiducia nei suoi talenti, non certo per quanto visto all’esordio.
L’interpretazione data dall’Australia (8) di difesa e contropiede è stata perfetta, quasi da salto di categoria, e Irankunda coniuga bene tecnica e velocità. Le mettiamo dietro il sicuro Messico (7) e la ruggente Corea (7). Dell’Iran (7) si è logicamente parlato molto per le vicende politiche, ma il suo valore tecnico non ha sorpreso. Ha fatto il suo la Scozia (6.5), coraggiosa la Bosnia (6), puntiglioso il Congo (7), che vale il trentesimo posto. Viene poi l’Ecuador (6) sfortunato e beffato, l’Uruguay (5) francamente deludente, il Canada (5) anche di più. Chiudono la terza fascia l’Uzbekistan (5,5), più vicino al pari con la Colombia di quanto racconti il punteggio, e l’Algeria (5) rovinata dai propri errori (e da Zidane Jr.).
La Nuova Zelanda (6,5) ha pareggiato una bella partita con l’Iran, Capo Verde (7,5) è stato commovente con la Spagna, la Repubblica Ceca (6) ha messo molta paura alla Corea. L’Arabia Saudita (7) ha sfiorato il colpo, il Qatar (7) l’ha centrato in fondo al recupero, Giordania (5,5) e Iraq (5) scontano la siccità realizzativa perché di palle-gol ne creano. Panama (5) battuto nel finale ma prima non aveva fatto nulla, Sudafrica (4) non pervenuto al debutto, poche tracce anche di Haiti (4,5). Curacao (5) non è ultimo malgrado il k.o. più pesante perché sull’1-1 il suo quarto d’ora di gloria se l’è ritagliato. Peggio il Paraguay (3) perché avrebbe un passato e la Tunisia (2) perché esonerare un c.t. al Mondiale, ma dai…