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Sinner, problemi al ginocchio? A Milano visita dall'ortopedico di fiducia

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Poteva essere a Montreal, in Canada, a caccia del sesto Masters 1000 della stagione, per prolungare la striscia e provare a raggiungere un obiettivo unico nella storia del tennis: vincere tutti i Mille della stagione. Jannik Sinner, 25 anni il prossimo 16 agosto, sa però che il successo nel lungo periodo passa anche da rinunce, periodi lontano dal campo, allenamenti, esami e studi su se stesso. Poteva essere a Montreal, invece ieri era a Milano per accertamenti: una sorta di remake di quanto accaduto a inizio giugno al San Raffaele, dopo l’imprevisto e clamoroso crollo al secondo turno del Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo.

Ieri Jannik ha fatto visita alla struttura Physioclinic in via Fontana, a due passi da piazza Cinque Giornate, nel cuore della città. Si è fatto visitare dal fisiatra di fiducia, il dottor Gianluca Melegati: tra i soci della clinica, è specialista in riabilitazione e medicina dello sport. Anche il professor Piero Volpi, responsabile dell’area tecnica dell’Inter e primario di Ortopedia all’Humanitas, è un riferimento della clinica. Cappellino, pantaloncini, maglietta scura: il numero 1 si è presentato a Milano come se dovesse scendere in campo, arrivato direttamente da Montecarlo per una visita che può rappresentare un passaggio importante in vista della trasferta negli Stati Uniti, prima per il Masters 1000 di Cincinnati (dal 13 agosto) e poi per gli US Open, ultimo Slam del 2026.

I motivi della trasferta milanese? Routine, precauzione o allarme? Massima riservatezza, ma il pit stop meneghino in piena estate desta qualche sospetto. Al centro dell’attenzione potrebbe esserci il ginocchio destro, su cui Sinner era caduto male all’esordio a Wimbledon nel match thriller contro Kecmanovic: il torneo è poi andato via liscio, l’altoatesino si è confermato re all’All England Club, ma non è da escludere che qualche strascico sia emerso ora che è cominciata la fase intensa di preparazione.
Sinner non gioca dal 12 luglio, giorno della finale di Wimbledon vinta contro Sascha Zverev. Eppure non sta mai fermo: la vacanza in Sardegna con Laila, l’evento in crociera legato al suo sponsor il 24 e il 25 luglio, quindi il rientro a Montecarlo per allenarsi sul cemento. Il 30 luglio Jannik pubblicava un video su Instagram alle prese con scivolamenti laterali, corse e scatti: «Si torna al lavoro». Un caldo infernale, rappresentato dall’emoticon scelta dal numero 1. Le alte temperature erano diventate il vero nemico del più forte giocatore del mondo, che a Wimbledon ha raccontato: «Abbiamo capito cosa è successo a Parigi, potrebbe accadere di nuovo». Jannik vuole capirci sempre di più e anche le pause vanno riempite. Così si costruisce un campione.