Una tassa in più sugli elettrodomestici inquinanti: l’Ue vuole rafforzare l’imposta ambientale sulle importazioni di lavatrici e macchinari
Il Carbon Border Adjustment Mechanism (Cbam), in vigore dal 1° gennaio 2026, è una tassa ambientale che colpisce le emissioni di CO2 incorporate nei prodotti che vengono importati da Paesi terzi. Attualmente si applica a una serie di materie prime tra cui alluminio, cemento, fertilizzanti, idrogeno nonché ferro e acciaio. Ora per ridurre il rischio di elusione di questa tassa, l’Ue vuole potenziare il Cbam estendendolo anche ai prodotti a valle.
Per i materiali tassati è fissato un prezzo per le emissioni incorporate nei prodotti importati, versato mediante l’acquisto a partire dal 2027 di certificati. L’obiettivo del meccanismo, criticato da molte imprese, è garantire condizioni paritarie tra i materiali prodotti nell’Ue, i cui produttori sostengono i costi derivanti dall’Ets, il sistema di scambio di quote di emissione dell’Ue, e le importazioni.
Nei giorni scorsi l’Ecofin ha approvato a sua posizione negoziale sul rafforzamento del Cbam, in vista dei negoziati con il Parlamento europeo. La posizione del Consiglio prevede di estendere il meccanismo a una selezione di prodotti a valle, in particolare legati a ferro, acciaio e alluminio, per evitare che produzioni soggette al sistema europeo Ets siano sostituite da prodotti extra-Ue con standard climatici inferiori.
La proposta della Commissione europea, a partire dalla quale l’Ecofin ha definito la sua posizione negoziale, prevede ampliare la portata della tassa ambientale sulle importazioni inquinanti per includere 180 prodotti ad alta intensità di acciaio e alluminio, come macchinari e apparecchi. Nel 94% dei casi si tratta di beni della catena di fornitura industriale con un contenuto medio di acciaio e alluminio del 79%, utilizzati in macchinari pesanti e attrezzature specializzate, come supporti metallici, cilindri e radiatori industriali. Il restante 6% comprende prodotti per uso domestico, come le lavatrici. Per stabilire la quota di emissioni delle merci a valle, sono state prese in considerazione solo le emissioni incorporate nei materiali di base già soggetti al Cbam. Non si tiene conto invece delle emissioni dei processi di produzione o di assemblaggio successivi.
L’Ecofin ha deciso di affidare alla Commissione europea una revisione annuale sui futuri prodotti a valle da includere nel meccanismo e ha confermato misure anti-elusione, tra cui l’inclusione nel Cbam dei rottami metallici pre-consumo. I negoziati con il Parlamento europeo partiranno dopo l’adozione della posizione dell'Eurocamera, con l'obiettivo di raggiungere un accordo entro fine anno.
Secondo il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, il testo approvato dall’Ecofin non è ancora sufficiente a tutelare i produttori europei, ma si sono fatti dei passi avanti. «Abbiamo fin dall’inizio sostenuto un meccanismo applicabile a tutti i livelli della produzione, a monte e a valle della filiera produttiva, nonché la necessità di tutelare le aziende maggiormente vocate all’esportazione. Anche se avremmo preferito un testo più ambizioso, apprezziamo i progressi compiuti nel corso del negoziato e quindi possiamo sostenere il compromesso della sua esistenza», ha dichiarato Giorgetti. «Auspichiamo comunque che nel corso della prosecuzione del negoziato con il Parlamento sia considerata una possibile estensione ulteriore dell’elenco dei prodotti a valle da includere», ha aggiunto. «Consideriamo essenziale che il meccanismo sia sufficientemente flessibile, per poter essere adeguato o addirittura sospeso a fronte di circostanze impreviste che colpiscono specifici prodotti strategici per l'industria o l'agricoltura europea».