L’atteso «colpo di testa» è arrivato e a questo punto comincia a farsi largo il sospetto che sia (anche) per scaramanzia. A poche settimane dal Masters 1000 di Cincinnati (che dovrebbe segnare il suo ritorno in campo dopo l’infiammazione al tendine del polso destro che lo ha messo fuori gioco da aprile) ma, soprattutto, dagli US Open dove vinse lo scorso anno, sfoggiando una testa rasata (colpa di una sforbiciata di troppo con il clipper) che gli portò benissimo, Carlos Alcaraz ha deciso di proseguire sulla strada della rivoluzione tricologica tracciata proprio a New York nel 2025, cambiando nuovamente look. Ricordate la famosa «marmotta in testa» di Procida a inizio luglio, tanto criticata dai fan?
Bene, vedendo la nuova acconciatura, adesso quei capelli così insolitamente lunghi hanno decisamente più senso, perché servivano a preparare la mossa successiva. Ovvero, i dreadlock in stile afroamericano che il numero 3 del tennis mondiale si è fatto fare di recente (con tanto di presentazione su Instagram) e che ricordano quelli - diventati ormai iconici - di Lewis Hamilton. Una scelta sicuramente coraggiosa, ma comunque in linea con le altre fatte in precedenza da Alcaraz che nell’ultimo anno ha probabilmente cambiato più pettinature che racchette.
E non sempre con esiti positivi, perlomeno nel primo caso, visto che quando non ha potuto più fare nulla con la chioma, perché quest’ultima non c’era più (US Open 2025), si è cimentato anche con il colore, optando per un biondo platino tendente al ghiaccio che ha mantenuto in tutti i tornei a cui ha partecipato fino a dicembre dell’anno scorso, quando ha invece deciso di tornare “nature”. A proposito delle treccine versione 2026, come sempre i follower sono divisi fra chi trova che gli stiano benissimo e chi invece rimpiange il vecchio look (anche se non specifica quale dei tanti), ma su una cosa i suoi fan sono assolutamente concordi: non vedono l’ora di rivedere Carlitos in campo. E poco importa con quale testa si presenterà.