Voice of Freedom Повна версія

Ci servono eccome 52 eroi come questi: il nuovo libro di Massimo Gramellini

· Culture

Questo libro parla di noi. Di come talvolta la vita ci scavi una buca sotto i piedi per scuoterci dal nostro torpore e costringerci a prendere una decisione che ci rivelerà chi siamo davvero.

«Beato il popolo che non ha bisogno di eroi», faceva dire Brecht in teatro al suo Galileo per difenderlo dall’accusa di essere sceso a compromessi con il potere.

Aveva ragione. In un mondo senza conflitti né ingiustizie, quindi senza dolore, non ci sarebbe alcun bisogno di persone disposte a mettere a repentaglio la propria zona di conforto per gli altri. Ma da quel mondo ideale, che poi era il Paradiso Terrestre, ci hanno cacciati con ignominia. O ne siamo scappati per noia.

In ogni caso adesso siamo qui, e qui gli eroi ci servono eccome.
Occorre solo intendersi su chi sia oggi, un eroe. Una persona con poteri eccezionali, uno stregone, un genio, un condottiero?

Lo credono in tanti, perché è più comodo delegare il lavoro sporco a qualcuno che pensi e agisca per tutti. Così periodicamente inondiamo di aspettative un leader politico, un guru tecnologico o una guida spirituale, salvo ritrarcene delusi con la stessa rapidità con cui ci eravamo illusi. Persino i fanatici cambiano idea di continuo, portando nella nuova fede l’identico settarismo che mettevano in quella vecchia.

Ma chi è allora l’eroe di cui abbiamo bisogno? Una creatura senza punti deboli?

No, quello è un dio. O un bluff.

L’eroe è per sua natura imperfetto. Ha una ferita dentro che non si cicatrizza mai e può sanguinare all’improvviso. Però non smette di avanzare, sempre in bilico tra il trionfo e la disfatta: questi due impostori, li chiamava Kipling. L’eroe non è invincibile, è irraggiungibile.

Nel corso degli anni ne ho incontrati tanti, e quasi mai erano facce che riconoscereste in foto o per la strada. Alcuni avevano un cattivo carattere, come tutti coloro che hanno un carattere, ma per lo più erano persone miti, talvolta fragili, che di fronte a un evento imprevisto scoprivano l’ignoto dentro di sé. I miti non sono deboli, però diventano forti soltanto quando la vita li mette alla prova.

C’è chi rinuncia o fallisce, e sono gli eroi tragici, quelli che non cambiano perché non ci riescono o perché non possono. E ci sono gli eroi epici, quelli che invece cambiano sé stessi e il mondo. Prima sé stessi e poi il mondo.

Raccontando le loro storie, mi sono reso conto che l’Uomo e la Donna Forte sono un falso bisogno, indotto dal mercato della paura. Servono persone normali che al momento giusto diventino eccezionali, uscendo dal loro ego per realizzare un sogno o proteggere una comunità.

Questo libro l’ho scritto un po’ alla volta per tutta la vita. I suoi protagonisti non sono creature di fantasia, ma persone autentiche, di cui (e con cui) ho parlato in televisione e scritto sui giornali. Cinquantadue storie per raccontare il viaggio dell’Eroe, cioè il viaggio di un’anima, dall’infanzia alla vecchiaia (e oltre). Si possono leggere una alla settimana per un anno intero, oppure tutte d’un fiato. In ordine, o saltabeccando tra le pagine. Ciascuna di esse è pervasa da un sentimento (coraggio, cura, presenza, ascolto, passione, gentilezza, amicizia) senza la pretesa di dare un messaggio. Al limite, con il desiderio di praticare un massaggio.

A chi si ritrova bombardato di notizie e sballottato tra eventi di cui non capisce più il senso, queste storie produrranno un effetto rilassante e, spero, ricostituente. Lo aiuteranno a combattere quello sconforto che talvolta ci pervade fino a immobilizzarci, come se ogni cosa fosse sfuggita al nostro controllo e il cinismo rappresentasse l’unico antidoto allo smarrimento. Mentre non c’è altro modo di combattere l’oscurità che provare ad accendere qualche luce.

Mi ostino a credere che ogni azione umana abbia un significato. Solo che spesso non riusciamo a trovarlo, dal momento che, almeno finché restiamo sul palco, non ci è concesso conoscere la trama.
Siamo attori che recitano a braccio, senza capire il senso di certe scene, di certe battute. Per questo abbiamo bisogno di eroi. Anche se soltanto per un attimo, loro riescono a sbirciare il copione. 

Massimo Gramellini racconterà le storie di protagonisti del nuovo libro, «Beato il popolo che ha bisogno di eroi» (in libreria da martedì 15 settembre per Solferino, pp. 240, e 18,90), per la prima volta domenica 20 settembre alle 17 in piazza San Marco a Pordenone nell’ambito del festival Pordenonelegge (in programma da mercoledì 16 a domenica 20). Al centro del racconto dell’autore, che coinvolgerà anche il pubblico, ci saranno i viaggi degli eroi a cui Gramellini ha dedicato le cinquantadue storie che ha raccolto nel volume. Lo scrittore porterà poi «Beato il popolo che ha bisogno di eroi» a Padova domenica 4 ottobre alle 19, nella giornata conclusiva del festival letterario La Fiera delle Parole (che prende il via mercoledì 30 settembre). Il giorno successivo, lunedì 5 ottobre, alle 20.30, sarà al Teatro Sala Jacopo da Ponte a Bassano del Grappa (Vicenza) per l’evento di presentazione organizzato in collaborazione con la Libreria Palazzo Roberti. E mercoledì 21 ottobre, alle 21, farà tappa al Teatro Carcano di Milano.