Unicredit segna un nuovo punto nella scalata a Commerzbank. A fine luglio l’autorità di vigilanza bancaria tedesca BaFin ha comunicato a Piazza Gae Aulenti che la sua domanda per superare il 30% del capitale dell’istituto tedesco può procedere. Questo passaggio dà l’avvio all’iter del riconoscimento della «partecipazione qualificata» e fa partire il conto alla rovescia per la Bce, che dovrà completare la propria valutazione entro 60 giorni lavorativi. La procedura di verifica della titolarità è infatti inizialmente di competenza della BaFin, che successivamente sottoporrà all’Eurotower una valutazione preliminare comprensiva di una proposta decisionale. L’autorità di vigilanza potrà richiedere ulteriori informazioni, circostanza che potrebbe estendere l’esame fino a un massimo di 20 giorni lavorativi aggiuntivi. Se non ci saranno sospensioni, il termine della valutazione è atteso nel corso della seconda metà di ottobre, riferisce Bloomberg. Oltre all’autorizzazione dell’Eurotower, Unicredit dovrà ottenere anche quella Antitrust della Commissione Europea e quella relativa alla disciplina nazionale del Golden Power sugli investitori esteri. Mancherebbero poi l’ok della Federal Reserve statunitense e dell’autorità di vigilanza polacca competente, dal momento che Commerzbank opera negli Stati Uniti e possiede la mBank in Polonia. Se l’iter regolamentare procederà senza intoppi, il controllo effettivo di Commerzbank potrebbe arrivare entro la prima metà del 2027.
La banca guidata da Andrea Orcel è entrata in Commerzbank nel settembre del 2024 acquistando sul mercato e in un collocamento accelerato il 10% mentre a marzo ha lanciato un’offerta pubblica di scambio sulla banca tedesca che si è chiusa a luglio totalizzando il 17,60% di adesioni. Con il 26,77% già in possesso e il 3,22% in strumenti convertibili Unicredit è arrivata a detenere il 47,59%, pari al 49,65% dei diritti di voto. A cui si aggiungerebbe l’11,48% in derivati e senza diritti di voto e il cui uso verrà valutato in base all’andamento del titolo Commerz. Il governo tedesco però è ancora titolare del 12,7% e andrà portato al tavolo per convincerlo a cedere la sua quota. Intanto dopo la presentazione dei conti di Commerz giovedì 6 agosto, i ceo dei rispettivi istituti si incontreranno per far partire una trattativa, con la parte tedesca che si raccomanda sul mantenimento dei finanziamenti alle pmi e della forza lavoro.
Tornando all’Italia invece, martedì 4 agosto per Mps e Banco Bpm scadeva il termine ultimo per presentare i chiarimenti richiesti dalla Consob in merito alle iniziative adottate dai due amministratori delegati sull’ipotesi — poi naufragata — di aggregazione. Il ceo di Siena, Luigi Lovaglio, è al lavoro su varie ipotesi per provare a contrastare l’Opas di Intesa Sanpaolo su Monte Paschi. Oggi martedì 4 agosto l’istituto senese veniva valutato poco più di 36 miliardi con il premio che si è allargato a oltre mezzo miliardo. Intanto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha fatto sapere che il 20 agosto incontrerà i rappresentanti degli enti locali senesi e toscani per affrontare il tema del futuro e delle prospettive strategiche di Rocca Salimbeni. In Borsa i titoli del risiko hanno brindato: Unipol (+2,77%), Unicredit (+1,98%), Intesa Sanpaolo (+1,37%, spinta da un report di Jefferies), Mps (+0,9%), Bper (+2,14%) e Banco Bpm (+2,08%).
4 agosto 2026, 19:49 - Aggiornata il 4 agosto 2026 , 19:54