Cremonini cresce (ma serve una bolletta più leggera), i mulini di Parma a quota 120 milioni L’Economia in edicola lunedì
Siamo sicuri che non ci sfugga qualcosa? Distratti e affascinati dalla rivoluzione dell’Ai rischiamo di sottostimare le reali conseguenze di altri elementi di fragilità di un ciclo economico nel quale tornano al rialzo i tassi d’interesse e l’inflazione morde più del previsto. Parte da questo avviso di pericolo l’analisi di Ferruccio de Bortoli su L’Economia in edicola domani con il Corriere della Sera.
Cosa stiamo mettendo da parte? L’aumento fisiologico del debito di big tech e degli Stati, così come le prossime scadenze elettorali che potrebbero comportare bruschi movimenti sull’intero assetto economico. La campagna per il voto porta a mettere da parte anche le preoccupazioni sul ridotto spazio fiscale a disposizione del governo per gli anni futuri. La prudenza degli anni scorsi sulla finanza pubblica ci ha aiutato, ma da sola non basterà. Senza contare l’indebolimento del ceto medio che, tra inflazione e fiscal drag, prosegue.
È la sezione Finanza a ospitare la copertina di questo numero dedicata a Carlo Messina, il ceo di Intesa Sanpaolo che guida la mano finale sulla «partita Generali». Raggiunto il consenso di un nucleo che va da Caltagirone a Delfin, si prepara il lancio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio su Mps. Che potrebbe arrivare prima di fine anno. Resta il nodo dell’Antitrust.
La sempre ricca sezione dedicata alle Imprese inizia con Vincenzo Cremonini, ceo dell’omonimo gruppo, leader di mercato nel settore della carne. Il gruppo di Chef Express e Manzotin si sta espandendo dalla Polonia all’Africa. Sono già in azienda quattro giovani eredi: «Il prezzo di luce e gas è il vero problema, va risolto in modo strutturale». Possibili aperture del capitale a valle.
Cresce il gruppo Mollo grazie alle sue gru. L’azienda piemontese corre a doppia cifra, obiettivo 210 milioni nel 2026. Il presidente: «Settore frammentato, lavoriamo per concludere delle aggregazioni».
PaoloLeo, la più grande cantina del Salento, programma il suo futuro: turismo enologico e acquisizioni. Magari anche nel Prosecco.
Alla Agugiaro&Figna, azienda agroalimentare parmense, pensano a mettere a frutto i 120 milioni investiti nel 2003, per la fusione delle due aziende. «Da mulini antichi siamo diventati industria alimentare e i ricavi sono saliti da 47 a 152 milioni», racconta l’amministratore delegato.
Infine, nella sezione Patrimoni, focus sugli immobili: a Milano per un trilocale di 75 metri quadrati la nostra simulazione blocca l’asticella della sostenibilità economica a 483 mila euro. Dentro la cerchia dei Navigli è quasi impossibile comprare. Nella Capitale ci sono 20 aree che soddisfano i requisiti. Bologna, Palermo e Genova le più accessibili.
1 novembre 2026, 08:54 - Aggiornata il 1 novembre 2026 , 08:55