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Estate e tempo libero: 4 consigli per un’estate digitale più equilibrata per i teenager

Estate e tempo libero: 4 consigli per un’estate digitale più equilibrata per i teenager

Con la fine delle lezioni per milioni di studenti italiani cominciano le vacanze, il periodo più atteso dell'anno. Per i genitori è l'inizio di una sfida complessa: la gestione del tempo libero e lo screen time dei figli.
Durante l'anno scolastico, infatti, la giornata dei teenager è organizzata attorno ad uno schema rigido. Con l'arrivo delle vacanze estive, questa impalcatura viene meno, e l'assenza di impegni strutturati porta a esplorare più spesso il digitale, che finisce così per occupare parte dei momenti di pausa e noia propri del periodo estivo. 
Per affrontare questa transizione, lo psicologo e psicoterapeuta Luca Mazzucchelli, in collaborazione con Meta, ha analizzato l'impatto della fine della scuola sulle abitudini digitali dei più giovani, proponendo una guida pratica per genitori e ragazzi supportata da strumenti tecnologici concreti, come gli account per teenager. 

La transizione invisibile: come cambiano le giornate dei teenager
Per comprendere meglio il cambiamento in atto, è utile osservare prima di tutto come tende a modificarsi la routine quotidiana di un adolescente tra l’inverno e l’estate: durante l’anno scolastico, le giornate sono generalmente scandite da impegni precisi, tra lezioni, studio e attività extrascolastiche, che contribuiscono a limitare, anche indirettamente, il tempo trascorso davanti agli schermi.
Con l’arrivo delle vacanze, questo equilibrio può progressivamente allentarsi: il tempo libero aumenta, le occasioni di socializzazione si fanno più distribuite e il digitale tende a occupare uno spazio più ampio nella giornata, diventando spesso uno dei canali principali per mantenere i contatti e intrattenersi nei momenti di pausa.
"Il tempo libero estivo non deve essere demonizzato, ma compreso", spiega Mazzucchelli. "Quando viene meno la struttura della giornata scolastica, i ragazzi cercano istintivamente connessione e intrattenimento dove è più facile trovarli: online. Il problema non è lo strumento in sé, ma la perdita di intenzionalità nell'uso. Senza un'alternativa stimolante o una guida consapevole, lo smartphone diventa un riempitempo passivo". 

Quattro consigli pratici per gestire la "Summer Mode" digitale
Per evitare che l'estate si trasformi in una maratona di scrolling e renderla invece un'opportunità di crescita e consapevolezza digitale, ecco quattro strategie concrete:
1. Ricostruire una micro-routine estiva (senza rigidità)
Scegliete momenti offline validi per tutta la famiglia: telefoni fuori dalla camera da letto durante la notte, niente cellulare ai pasti, i primi venti minuti in macchina senza schermi, alcune attività all’aperto senza notifiche. Sono piccole regole, ma proteggono spazi preziosi. Il tempo della relazione ha bisogno di attenzione.
Qui l’esempio dei genitori pesa moltissimo. Se un adulto resta attaccato al telefono in ogni momento libero della vacanza, sarà difficile chiedere a un figlio di fare diversamente. I ragazzi ascoltano quello che diciamo, ma guardano soprattutto quello che facciamo.

Lo strumento di Meta: la funzione "Non disturbare” degli account per teenager, attiva di default dalle 22:00 alle 7:00 per i ragazzi dai 13 ai 17 anni, consente di silenziare le notifiche in fasce orarie prestabilite. I genitori possono però attivarla anche in altri momenti, aiutando i ragazzi a concentrarsi su una partita in spiaggia o su una serata tra amici senza la pressione sociale di dover rispondere immediatamente.
2. Trasformare il tempo vuoto in creatività attiva
A volte la domanda più utile non è solo: quanto tempo passi al telefono? Vale la pena chiedersi anche: che cosa stai facendo in quel tempo? Quando c’è un obiettivo chiaro, la tecnologia diventa uno strumento per esprimere passioni, scoprire nuovi hobby o imparare nuove cose. Quando manca un obiettivo, è più facile finire nello scrolling senza accorgersene. Aiutare un ragazzo a usare meglio il digitale vuol dire anche aiutarlo a riconoscere la differenza tra aprire un’app per fare qualcosa e aprirla solo perché non sa che altro fare, e soprattutto accompagnarlo a riconoscere come farlo in sicurezza, attraverso esperienze adatte alla sua età.
Lo strumento di Meta: all'inizio di quest'anno Meta ha quindi introdotto anche in Italia una nuova impostazione ispirata ai criteri di classificazione dei contenuti 13+ dei film,  predefinita per gli account per teenager su Instagram, pensata per offrire agli adolescenti un'esperienza più adeguata alla loro età. Sta ora estendendo a livello globale queste impostazioni anche agli account per teenager su Facebook e Messenger.  
3. Sostituire le regole drastiche con l'autoregolazione
Definisci un tempo-schermo ragionevole e concordalo con i tuoi figli, per responsabilizzarli sulla gestione delle proprie ore libere. Il limite serve a dare forma alla giornata, soprattutto in estate, quando la struttura della scuola viene meno. Durante l’anno ci sono lezioni, compiti, attività, orari. In vacanza tutto si allenta. La famiglia può aiutare a ricostruire alcuni punti fermi: quanto tempo online, in quali momenti, con quali eccezioni. Il limite deve essere chiaro, realistico e sostenibile. Se ogni giorno diventa una trattativa, perde forza. Meglio poche regole comprensibili, dette bene e mantenute con coerenza.
Lo strumento di Meta: con gli account per teenager, ai ragazzi vengono inviate automaticamente notifiche giornaliere dopo che hanno trascorso 60 minuti sull'app, per ricordare loro di fare una pausa. I genitori possono anche decidere quanto tempo i propri figli possono trascorrere sull'app ogni giorno, fino a un minimo di 15 minuti al giorno. Una volta raggiunto tale limite, gli adolescenti non potranno più accedervi. 
4. Sfruttare l'atmosfera estiva per un dialogo informale
Quando si parla di adolescenti e digitale, molti genitori oscillano tra due paure: lasciare troppa libertà o controllare troppo. Prima ancora del controllo, conta la presenza. Questa estate siediti accanto a tuo figlio o tua figlia. Fatti mostrare cosa guarda, che gioco usa, quale app gli piace, quale creator segue. Chiedigli di spiegartelo. Con curiosità vera, senza trasformare ogni domanda in un interrogatorio. Un ragazzo ascoltato racconta più facilmente. Un ragazzo giudicato, di solito, si chiude. Essere presenti vuol dire conoscere un pezzo del suo mondo. Anche quello digitale. Da lì possono nascere conversazioni più concrete, più utili, meno astratte.
Lo strumento di Meta: la supervisione all’interno degli account per teenager permette ai genitori di vedere quanto tempo i loro figli trascorrono sull’app, che tipo di argomenti sono di loro interesse e con chi sono in contatto. Questi strumenti di supervisione sono pensati per essere un ponte di comunicazione, incoraggiando conversazioni costruttive sulle abitudini online degli adolescenti. 

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